Arrostiland, la storia di un festival che ha fatto innamorare tutta Italia: intervista agli organizzatori

Quella di Arrostiland è la storia di un festival che è nato quasi per gioco e che oggi è arrivato alla sua X edizione. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare gli organizzatori, che per loro scelta hanno richiesto di rimanere anonimi.

ARROSTILAND, LA STORIA DI UN FESTIVAL ORMAI ARRIVATO ALLA SUA X EDIZIONE

Arrostiland, la storia di un festival giunto alla sua decima edizione

Arrostiland, la storia di un festival giunto alla sua decima edizione

Abruzzo di Morris, così li chiameremo nel corso di questa bella e lunga intervista agli organizzatori dell’evento al quale abbiamo posto alcune domande.

COME E’NATO QUESTO PROGETTO, AVRESTE MAI POTUTO IMMAGINARE QUESTO GRANDE SUCCESSO? 

Arrostiland nasce nel 2016 quando a Roma si organizza una sagra dell’Arrosticino pubblicizzata con la
foto di arrosticini dozzinali con al loro  fianco della maionese.

La pagina di Abbruzzo di Morris era nota per aver “invaso l’Islanda” qualche mese prima, con il famosissimo “sheepstorm” giunto alle cronache internazionali contro la federazione di calcio islandese per Birkir Bjarnason che giocava con il Pescara.

Vabbè googolate. Comunque in molti ci scrivevano di “invadere goliardicamente” anche l’evento fb di
quella sagra: ma un ragazzo, di cui non ricordiamo il nome ,ma lo ritroveremo, ci invia un messaggio con  scritto “ok queste cose goliardiche sul web ma è una vergogna che in Abruzzo non ci sia una vera festa dell’arrosticino, SOLO VOI POTETE RIUSCIRCI”….

Il resto è la storia di un successo che va per la 10ima edizione e per la quale ci piace sempre dire che “le cose succedono”.

CHE COS’E’ ARROSTILAND E COME SI E’ EVOLUTO NEL CORSO DEGLI ANNI

Arrostiland nasce come una pazzia, per qualche anno è stato un vero e proprio rave, negli ultimi è diventato un festival.

E’ il festival dell’abruzzesità sotto l’aspetto della socialità, la convivialità, l’accoglienza e anche un po’ di sana e popolare creatività.

Per questo crediamo che sia il vero punto di forza dell’Abruzzo, una regione storicamente “povera” economicamente e quindi di conseguenza anche culturalmente da un punto di vista del patrimonio artistico ed architettonico.

Il claim della manifestazione magari lo conoscete, recita “è uno Stato dell’Anima” perché quel giorno tutti quelli che vengono ad Arrostiland lo fanno con un’attitudine, una positività ed uno spirito di condivisione che è davvero unico in Italia.   Arrostiland come detto è un festival che negli anni ha sviluppato un linguaggio e delle regole che sono uniche e soprattutto riconoscibili: “le greggi”.

SPIEGATECI MEGLIO

Gruppi di almeno 10 persone che si organizzano e si iscrivono ufficialmente per la festa e che sono guidati dai “capogregge”, ovvero la persona che il gruppo delega per la totale organizzazione della trasferta nel paese e che è l’unica che può comunicare con noi dell’organizzazione.

Poi ci sono gli “arrostigames” i giochi popolari abruzzesi che facciamo fare la mattina alle greggi, le canzoni
dedicate ad Arrostiland  e molto altro.

C’è il divieto assoluto di pubblicità all’interno della manifestazione, mai cercato uno sponsor e mai visto
all’interno della festa uno striscione, un banner o quello che è aldilà delle insegne delle attività commerciali del borgo. Poi ci sono “i turisti di Arrostiland” che sono ormai la maggioranza, ovvero chi partecipa all’evento senza gregge ma semplicemente venendo a fare una passeggiata in giornata con famiglia ed amici e mangiando dagli stand della proloco o dalle attività cittadine.

QUANTI PAESI VI HANNO CHIESTO DI DIVENTARE SEDE UFFICIALE DELL’EVENTO DAL 2016?

Dal 2016 più di 150 comuni, alcuni di questi si sono candidati anche in più occasioni. Nel corso degli però il
meccanismo di candidatura, come la festa, si è affinato fino a prevedere mail scritta da parte dei sindaci.

COSA DEVONO AVERE I PAESI PER DIVENTARE LA SEDE UFFICIALE DELL’EVENTO?

Storicamente siamo sempre andati dalla comunità che ha maggiormente dimostrato voglia di dedicarsi con entusiasmo all ’organizzazione della festa. Nel corso del tempo abbiamo deciso di assecondare il crescente numero di partecipanti, scegliendo dei borghi che potessero garantirci anche spazi e infrastrutture per questa costante crescita, ma non è detto che per questa decima e ultima edizione non decideremo di tornare a qualcosa di più “intimo” ,come lo erano quei simil-rave nei primi anni. Vedremo.

E SULLE POLEMICHE DELLE VOTAZIONI?

Questa cosa ci diverte moltissimo e quindi preferiamo non rispondere a questa domanda. Per non placare le polemiche. Diciamo solo che abbiamo massimo rispetto delle mail che ci sono giunte dai Sindaci, su carta intestata, e che quindi mai ci prenderemo gioco di loro che con serietà e responsabilità hanno candidato il loro paese per questo evento.

SARA’ L’ULTIMA EDIZIONE?

L’evento negli anni è cresciuto molto. DI conseguenza si è ingigantita la mole di lavoro da un punto di vista della sicurezza della manifestazione.

Non è semplice ma soprattutto è davvero stressante, soprattutto se il festival è una passione e non un lavoro. L’anno scorso la sera del Venerdì Santo (due giorni dall’evento) non eravamo ancora sicuri si potesse svolgere. Non è stata una bella
Settimana Santa, e sia chiaro che non abbiamo niente contro gli organi territoriali preposti alla sicurezza
dell’evento, anzi è soprattutto grazie al loro aiuto che in 10 anni è filato tutto liscio…

Però come abbiamo detto lo scorso anno “se è diventata troppo grande e non si può più fare, non la facciamo più”. Solo che era brutto finire a 9 edizioni e quindi ci proviamo ad arrivare alla decima.

AVETE RAGGIUNTO QUASI MEZZO MILIONE DI VOTANTI, CHE MESSAGGIO VOLETE INVIARE A TUTTE LE PERSONE CHE VI SEGUONO? 

Vogliamo solo ringraziare di cuore tutti quelli che in questi giorni si stanno impegnando, ingegnando, per
far votare le persone nei propri Comuni.

Ci arrivano foto, video e soprattutto racconti davvero molto belli… è come se già fosse festa, che è quello che volevamo con questo percorso di candidatura: Arrostiland si fa ogni anno in un posto, ma volevamo portare un po’ di quello Stato dell’Anima in tutti i comuni e le comunità candidate. E pare stia succedendo.

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