Un’altra giornata difficile si apre sul Monte Morrone. Nella notte le fiamme sono tornate chiaramente visibili dalla rete autostradale e dalle strade che costeggiano la montagna, mentre sul territorio proseguono senza sosta le operazioni antincendio. Il caldo resterà intenso anche nelle prossime ore e continua a rappresentare uno degli elementi più delicati nella gestione dell’emergenza.
Le immagini che ci sono state inviate durante la notte raccontano ancora una volta la dimensione dell’incendio che da settimane interessa il Morrone. Nel buio, dalle strade della Valle Peligna e dai tratti autostradali vicini alla montagna, erano chiaramente distinguibili diversi punti illuminati dalle fiamme.

Una grande colonna di fumo si alza dal Monte Morrone durante le nuove fasi dell’incendio che sta interessando la montagna
Un’immagine che sembrava ormai appartenere ai giorni più difficili dell’emergenza e che invece è tornata di grande attualità.
Soltanto il 27 agosto l’incendio era stato indicato come spento e si procedeva verso la chiusura del campo base. Poche ore dopo, però, le condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli hanno favorito una nuova e importante ripresa dei focolai. Le raffiche di vento caldo hanno riattivato il fuoco presente nel sottobosco nel territorio di Roccacasale, facendo nuovamente aumentare il fronte delle fiamme.
Secondo quanto riportato dalla TGR Abruzzo, sul campo sono tornati a operare decine di uomini tra Vigili del Fuoco e Protezione Civile, con il supporto dei mezzi aerei. Il presidio operativo, fortunatamente, non era ancora stato completamente smantellato dopo le lunghe operazioni dei giorni precedenti.
Morrone, circa cento operatori impegnati
La situazione resta particolarmente complessa.
Nella giornata di venerdì sul Morrone hanno lavorato inizialmente tre Canadair, due elicotteri regionali e un Erickson. Nel corso del pomeriggio la disponibilità dei mezzi aerei si è però ridotta: un Canadair ha avuto un’avaria, un altro è stato dirottato verso l’incendio nel territorio di Salle e anche l’Erickson sarebbe rientrato per problemi tecnici.
Sul versante aquilano del Morrone sono impegnati circa cento operatori, con un importante presidio mantenuto anche durante le ore notturne.
La preoccupazione riguarda ancora una volta soprattutto l’area compresa tra Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, territori che nelle ultime settimane hanno vissuto ripetutamente l’avvicinamento dei fronti dell’incendio.
L’emergenza sul Morrone era iniziata il 12 agosto e, dopo oltre due settimane di interventi, sembrava finalmente avviata alla conclusione. La nuova riaccensione dimostra invece quanto possano essere lunghe e complesse le operazioni di bonifica dopo incendi di queste dimensioni.
Nella notte le fiamme ancora visibili dalle strade
Proprio durante la notte tra venerdì e sabato sono arrivate alla nostra redazione nuove immagini della montagna.
Dal fondovalle e dalle strade che attraversano la zona, compresa l’autostrada, risultavano ancora perfettamente visibili diversi punti di fuoco sul versante del Morrone.
Durante le ore notturne l’intervento dei mezzi aerei naturalmente si interrompe e assume quindi un’importanza fondamentale il presidio delle squadre a terra, chiamate a monitorare costantemente la possibile evoluzione dei focolai.
Alle prime luci del giorno possono poi riprendere gli interventi dall’alto.
Caldo ancora intenso nelle prossime ore
A complicare ulteriormente il quadro sono ancora una volta le condizioni meteorologiche.
L’Abruzzo sta attraversando una fase eccezionalmente calda per la fine di agosto. Nella giornata di venerdì nella Valle Peligna sono stati raggiunti valori prossimi ai 40°C, con temperature molto elevate persino nelle zone montane.
Oggi è attesa una parziale diminuzione dei valori rispetto ai picchi raggiunti nelle ultime ore, ma il contesto resterà comunque molto caldo e nettamente superiore alle medie stagionali.
A Sulmona le previsioni indicano ancora temperature massime nell’ordine dei 35°C, mentre sul massiccio continueranno a registrarsi valori elevati anche in quota.
Il terreno estremamente secco, le alte temperature accumulate nelle ultime settimane e l’assenza di precipitazioni significative rappresentano condizioni particolarmente sfavorevoli per le operazioni di spegnimento e soprattutto di bonifica.
Già per venerdì 28 agosto il Centro Funzionale della Protezione Civile regionale aveva indicato un rischio incendi alto per la provincia dell’Aquila.
Un incendio che continua da oltre due settimane
Il Morrone rappresenta ormai uno degli incendi più importanti e difficili dell’estate 2026 in Abruzzo.
Nel corso dell’emergenza sono stati impiegati quotidianamente decine di uomini, Canadair, elicotteri, droni e mezzi dell’Esercito. Nei momenti più complessi sono stati mobilitati contemporaneamente oltre cento operatori e numerosi mezzi aerei.
Fondamentale è stata anche la realizzazione delle linee tagliafuoco, che nei giorni scorsi avevano permesso di mettere in sicurezza i centri abitati, gli allevamenti e alcune strutture presenti sul territorio.
Il ritorno delle fiamme conferma però quanto la fase successiva a un grande incendio possa essere delicata.
Sotto gli strati di vegetazione e nei tronchi parzialmente bruciati possono infatti continuare a resistere focolai capaci di riprendere vigore quando tornano vento, caldo e condizioni particolarmente secche.
Ed è esattamente ciò che il Morrone sta mostrando ancora una volta in queste ore.
La montagna continua dunque a essere sorvegliata e presidiata, mentre la speranza è che il lavoro delle squadre a terra e dei mezzi aerei riesca nuovamente a contenere il fronte prima che eventuali nuove condizioni meteorologiche sfavorevoli possano complicare ulteriormente la situazione.





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