A poche ore dall’annuncio dello spegnimento, il Monte Morrone torna a bruciare. Nella notte le fiamme sono nuovamente ben visibili sul versante sopra Roccacasale, a circa un chilometro dal centro abitato secondo quanto ci viene segnalato. Caldo e raffiche di vento molto intense hanno favorito una nuova riattivazione del rogo.
Sembrava finalmente arrivato il momento della tregua. Nel pomeriggio di giovedì 27 agosto, dopo oltre due settimane di emergenza, l’incendio del Monte Morrone era stato dichiarato spento: nessun pennacchio e nessun fumaiolo risultavano più visibili neppure attraverso i droni, mentre si preparava la progressiva chiusura del campo base lasciando comunque sul posto un presidio per le operazioni di bonifica.
Poche ore dopo, però, la situazione è cambiata nuovamente.

Il vasto incendio sul Monte Morrone ripreso durante la notte. Foto: Parco Nazionale della Maiella.
Le fiamme tornano visibili nella notte sopra Roccacasale
Durante la notte il fuoco è tornato a mostrarsi in maniera evidente sul versante del Morrone.
Le immagini riprese dalla zona mostrano fiamme nuovamente attive sulla montagna, a circa un chilometro da Roccacasale, in un territorio già duramente provato dall’incendio iniziato il 12 agosto.
La riattivazione è stata confermata anche dalle informazioni diffuse nella tarda serata di ieri: il caldo e soprattutto il fortissimo vento, con raffiche che hanno raggiunto e superato i 100 km/h, hanno riacceso alcuni settori del rogo proprio quando l’emergenza sembrava ormai prossima alla conclusione.
Una situazione che dimostra ancora una volta quanto possa essere complessa la fase successiva allo spegnimento apparente di un grande incendio boschivo.
Sotto cenere, tronchi e materiale vegetale possono infatti rimanere punti caldi capaci di tornare attivi quando aumentano ventilazione e temperature.
Il campo base non viene smantellato
La nuova riattivazione ha modificato anche l’organizzazione delle operazioni.
Il campo base, che avrebbe dovuto avviarsi verso la chiusura, rimane operativo, mentre per la giornata di oggi è previsto un nuovo dispiegamento di forze terrestri e aeree.
Già durante la serata sono tornati al lavoro Vigili del Fuoco e volontari della Protezione Civile.
Nelle scorse settimane il Morrone ha richiesto un impiego eccezionale di uomini e mezzi. Il fronte ha interessato l’area compresa tra Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, rendendo necessario l’impiego di Canadair, elicotteri regionali, squadre terrestri, droni termici e mezzi dell’Esercito.
Proprio nei giorni più difficili erano state realizzate anche linee tagliafuoco per aumentare la protezione delle zone maggiormente esposte.
Il vento, ancora una volta, cambia lo scenario
L’elemento determinante nelle ultime ore è stato il vento.
Le raffiche molto forti hanno interessato il Morrone durante il pomeriggio e la serata di ieri, rialimentando zone che sembravano ormai sotto controllo.
Ed è un aspetto particolarmente delicato perché un incendio di queste dimensioni non termina necessariamente quando scompaiono le fiamme visibili.
La fase di bonifica può durare giorni e richiede il controllo costante di ceppaie, tronchi, accumuli di materiale vegetale e settori difficilmente raggiungibili dalle squadre da terra.
Il Morrone ne sta offrendo una dimostrazione molto chiara: poche ore sono state sufficienti per passare dall’annuncio dello spegnimento a una nuova fase operativa.
Oggi rischio incendi alto nella provincia dell’Aquila
A rendere ancora più delicata la giornata di venerdì 28 agosto sono le condizioni meteorologiche.

Una nuova ed intensa ondata di caldo porterà valori di temperatura nuovamente al di sopra dei +40°C
Il Centro Funzionale d’Abruzzo ha indicato per oggi rischio incendi ALTO nella provincia dell’Aquila, mentre il rischio è classificato medio nelle province di Teramo, Chieti e Pescara.
Le temperature massime sono previste diffusamente molto elevate e, dopo settimane caratterizzate da caldo intenso e vegetazione fortemente secca, l’attenzione resta inevitabilmente elevata.
Una montagna che brucia dal 12 agosto
L’incendio del Morrone è iniziato il 12 agosto e nel corso delle settimane ha interessato un territorio molto vasto, arrivando a minacciare soprattutto i settori vicini a Roccacasale e coinvolgendo un numero enorme di uomini e mezzi.
Il 18 agosto le fiamme erano arrivate fino a circa 500 metri dalle abitazioni di Roccacasale, rendendo necessario un intenso lavoro di protezione del centro abitato e la realizzazione di corridoi tagliafuoco.

Le fiamme dell’incendio divampato a Bisegna, con il fronte del fuoco visibile a ridosso del centro abitato. Foto Vigili del Fuoco
Successivamente la situazione era lentamente migliorata. Il 24 agosto erano iniziate in maniera più estesa le operazioni di bonifica e il 27 agosto era arrivata la notizia che tutti aspettavano: nessun fronte attivo e incendio considerato spento.
Poi il vento ha cambiato nuovamente tutto.
Sul Morrone la battaglia non è ancora conclusa
Le immagini della notte raccontano quindi una montagna che necessita ancora di una sorveglianza continua.
Non significa necessariamente che l’incendio sia tornato alle dimensioni raggiunte nei giorni più difficili, ma la presenza di nuove fiamme conferma quanto sia prematuro abbassare la guardia.
Dopo oltre due settimane di operazioni, la priorità resta evitare che le riaccensioni possano nuovamente trasformarsi in fronti estesi, soprattutto in presenza di caldo, vento e vegetazione estremamente secca.
La giornata di oggi sarà dunque nuovamente fondamentale per valutare l’evoluzione del rogo e l’efficacia delle operazioni di spegnimento e bonifica.





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