Passolanciano, una biglietteria rischia di bloccare la stagione sciistica: nove posti di lavoro in bilico

Panorama Park denuncia uno stallo amministrativo dopo la nuova delimitazione del centro abitato di Pretoro. Il container per la vendita degli skipass non rispetterebbe più le distanze dalla strada. La società chiede una deroga e avverte: senza l’apertura degli impianti, a fine novembre potrebbero arrivare i licenziamenti.

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Una seggiovia sottoposta a revisione generale, investimenti già anticipati e nove posti di lavoro che rischiano di andare perduti. A Passolanciano, sul versante della Maiella, l’avvicinarsi della stagione invernale porta con sé una nuova preoccupazione per il futuro del comprensorio sciistico.

La società Panorama Park rischia infatti di non poter riaprire gli impianti per una questione amministrativa legata alla posizione della biglietteria. Il container utilizzato per la vendita degli skipass non rispetterebbe più le distanze richieste dalla strada dopo la nuova delimitazione del centro abitato di Pretoro.

Un problema apparentemente circoscritto che, secondo l’amministratore Fabrizio Di Muzio, potrebbe avere conseguenze sull’intera attività. Senza la possibilità di vendere i biglietti, la seggiovia non potrebbe tornare in funzione e l’azienda si troverebbe a fare i conti con una stagione compromessa prima ancora dell’arrivo dell’inverno.

Passolanciano, il problema della biglietteria dopo la decisione del Comune

Edificio rosso degli impianti sciistici di Passolanciano con battipista parcheggiato sulla neve e antenne sulla copertura

Una struttura degli impianti sciistici di Passolanciano, sulla Maiella. Panorama Park denuncia il rischio di non poter avviare la stagione invernale per il problema della biglietteria.

All’origine della vicenda c’è una deliberazione della giunta comunale del 26 marzo 2026, con la quale è stata modificata la delimitazione del centro abitato, escludendo le località di Passolanciano e Maielletta-Mirastelle ai fini dell’applicazione del Codice della strada.

Secondo quanto riportato negli atti, la decisione sarebbe legata all’assenza di un raggruppamento continuo di almeno venticinque fabbricati, requisito previsto per la delimitazione viabilistica.

La modifica avrebbe però determinato, secondo la ricostruzione della società, il passaggio da una distanza minima di dieci metri a una di venti metri rispetto alla strada.

Il container della biglietteria si trova attualmente a circa undici metri e non potrebbe quindi essere mantenuto nella posizione utilizzata finora.

Per rispettare la nuova distanza dovrebbe essere arretrato, finendo però, sostiene Di Muzio, all’interno dell’area sciabile. Una soluzione che l’amministratore considera impraticabile anche per ragioni di sicurezza, perché costringerebbe sciatori e personale ad attraversare uno spazio destinato alle attività sulle piste.

Una soluzione provvisoria che si trascina dal 2015

La questione della collocazione della biglietteria non è nuova.

Già nel 2015 era stata affrontata durante alcuni incontri in prefettura, mentre negli anni dell’emergenza Covid il punto vendita era stato trasferito nel parcheggio per consentire una migliore distribuzione delle persone in attesa degli skipass.Da allora, secondo la società, la sistemazione è rimasta provvisoria, con autorizzazioni della durata di 120 giorni e la necessità di montare e smontare la struttura a ogni stagione.Nella lettera inviata alle istituzioni il 22 ottobre, Di Muzio ricorda di aver chiesto una collocazione stabile senza aver ricevuto, a suo dire, una risposta dalla soprintendenza.

L’azienda riferisce inoltre di aver avviato interlocuzioni con la Provincia, senza che sia stata individuata una soluzione definitiva.Il risultato è uno stallo che rischia di impedire anche il mantenimento della sistemazione temporanea utilizzata negli ultimi anni.

Spostare la biglietteria significherebbe affrontare nuovi lavori e costi

Passo Lanciano, le associazioni ambientaliste contro lo sviluppo

Passo Lanciano, le associazioni ambientaliste contro lo sviluppo foto drone di Marco De Finis

Trasferire il container non sarebbe un’operazione semplice.Alla struttura arrivano infatti i collegamenti in fibra ottica necessari al funzionamento dei sistemi di controllo degli accessi agli impianti. Uno spostamento comporterebbe quindi nuovi scavi e cablaggi, con ulteriori costi e tempi di realizzazione. C’è poi il problema della distanza dalla stazione di partenza della seggiovia.

«Non possiamo dire di andare a farsi trecento metri a piedi per andare alla biglietteria e poi ritornare, con gli scarponi», osserva Di Muzio.

Per questo Panorama Park chiede una deroga alle distanze previste e annuncia la presentazione di una nuova domanda di autorizzazione, nella speranza che possa essere esaminata prima che l’avvio della stagione invernale venga compromesso.

Nove lavoratori a rischio: «A fine novembre li dovrò licenziare»

Alle difficoltà amministrative si aggiunge il peso economico degli investimenti sostenuti dalla società.Panorama Park sta ultimando la revisione generale della seggiovia e dichiara di aver anticipato 400mila euro rispetto ai contributi previsti.Soltanto lo scorso anno, inoltre, l’azienda avrebbe investito oltre 10mila euro nelle abilitazioni del personale.Senza gli incassi derivanti dall’attività invernale, spiega l’amministratore, non sarebbe possibile continuare a sostenere il costo dei nove lavoratori mediamente occupati durante l’anno.

«A fine novembre li dovrò licenziare», avverte Di Muzio.

Una prospettiva che non riguarda soltanto la perdita immediata dei posti di lavoro, ma anche il rischio di disperdere professionalità e competenze maturate negli anni. I dipendenti eventualmente costretti a cercare altre occupazioni potrebbero infatti non essere più disponibili qualora gli impianti tornassero in funzione.

Il futuro della Maielletta tra investimenti milionari e difficoltà irrisolte

La vicenda di Panorama Park si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che da tempo interessa il comprensorio sciistico di Passolanciano-Maielletta. Il rifugio Bruno Pomilio è chiuso dalla fine del 2024, dopo la vicenda giudiziaria che ha portato al passaggio dal Cai di Chieti al Comune di Rapino.Anche durante la Pasqua del 2026 gli impianti erano rimasti fermi per problemi legati alla viabilità, nonostante la presenza della neve sulle piste.Nel frattempo, il rilancio turistico della zona continua a essere al centro di progetti e finanziamenti pubblici.

Nel febbraio 2026 la Regione Abruzzo ha indicato risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 per complessivi 17,7 milioni di euro, destinate, tra gli altri interventi, alla seggiovia Maielletta-Stazzo di Roccamorice, a un edificio polivalente, alla realizzazione di parcheggi e alla valorizzazione dello Stazzo.

L’impianto di innevamento, pur previsto nel quadro originario, è rimasto escluso dal finanziamento in attesa di ulteriori approfondimenti autorizzativi, legati alle osservazioni del Parco Nazionale della Maiella e della soprintendenza.

Si delinea così un contrasto tra i programmi di sviluppo futuro e le difficoltà operative delle infrastrutture già esistenti.

Il rischio per il turismo invernale di Passolanciano

La possibile mancata apertura di Panorama Park potrebbe avere conseguenze anche sulle altre attività economiche della zona.

Alberghi, noleggi di attrezzature e scuole di sci dipendono infatti, almeno in parte, dalla presenza di visitatori e dalla possibilità di usufruire degli impianti.

Di Muzio richiama inoltre l’attenzione sulla sostenibilità economica delle nuove infrastrutture, sottolineando quanto siano elevati i costi di gestione degli impianti a fune.È proprio questo uno degli aspetti centrali della vicenda: mentre si progettano investimenti importanti per rendere la montagna attrattiva durante tutto l’anno, un’infrastruttura esistente rischia di rimanere ferma per un problema che riguarda l’autorizzazione di una struttura provvisoria.

La società chiede perciò agli enti coinvolti di individuare rapidamente una soluzione praticabile.

Per Panorama Park il tempo è ormai un elemento decisivo. Se non arriveranno risposte, la questione della biglietteria potrebbe trasformarsi in un problema occupazionale e in un’ulteriore difficoltà per il turismo invernale della Maielletta.

«Vediamo qual è il risultato di una stagione senza Panorama», conclude Di Muzio.

Una dichiarazione che sintetizza la preoccupazione dell’azienda e riporta l’attenzione su un interrogativo più ampio: come può un comprensorio programmare il proprio rilancio turistico se, nel frattempo, fatica a garantire la continuità delle attività già presenti?


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