Rovere, Da Cristina riconfermato dal Gambero Rosso: 77/100 nel borgo che ha scelto di restare

Le montagne, i borghi e le stagioni del nostro territorio sono protagonisti del Calendario Neve Appennino 2027: un modo per accompagnare tutto l’anno chi ama l’Appennino.

A Rovere, sull’Altopiano delle Rocche, la storia del ristorante Da Cristina continua con una nuova conferma. Il locale a conduzione familiare è presente nella guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso con un punteggio di 77/100. Un risultato che riporta l’attenzione su una famiglia che ha scelto di costruire il proprio lavoro nel paese d’origine, affrontando le difficoltà di fare impresa in un piccolo borgo di montagna.

Cristina e Anna in cucina, Francesco in sala: dietro il riconoscimento ci sono un’attività condivisa, la tradizione gastronomica abruzzese e un’accoglienza cresciuta nel tempo. Ad annunciare la riconferma è stato lo stesso ristorante, con un messaggio rivolto a chi lavora nel locale e a chi lo frequenta: «Grazie a chi ogni giorno lavora con passione in cucina e in sala, e a voi che ci scegliete e vi sedete alla nostra tavola. Questo premio è anche vostro».

"Da Cristina" il ristornate nel paese di 100 abitanti censito nella guida del Gambero Rosso

“Da Cristina” il ristornate nel paese di 100 abitanti censito nella guida del Gambero Rosso

La scelta di investire nel proprio paese

Neve Appennino aveva raccontato questa realtà nell’ottobre 2025, in occasione dell’ingresso nella guida. Nell’intervista, Francesco aveva spiegato le ragioni di una scelta legata alle radici familiari: Rovere è il paese di Cristina, dove aveva deciso di aprire un ristorante dopo l’esperienza maturata nelle cucine degli alberghi.

«Noi siamo andati contro corrente, perché abbiamo sempre creduto nelle potenzialità del nostro luogo di nascita», ci raccontava allora.

Era il punto centrale di quella testimonianza e resta una chiave per leggere la riconferma di oggi. In un territorio dove la diminuzione dei residenti rende più fragile la vita quotidiana dei paesi, portare avanti un’attività significa continuare a investire tempo, competenze e risorse. Francesco sottolineava anche il rapporto con i produttori locali, parte di un progetto che lega la cucina all’economia del territorio.

Rovere, dalla neve alla crescita delle vacanze estive

Il contesto, intanto, è cambiato. Rovere appartiene a un comprensorio con una consolidata vocazione invernale, legata alla vicinanza delle stazioni sciistiche di Ovindoli e Campo Felice. Alla frequentazione della stagione della neve si è affiancata, con crescente forza negli anni successivi alla pandemia, quella estiva.

Già nel giugno 2021, a Rocca di Mezzo, veniva segnalato un forte interesse per le prenotazioni estive: borghi, passeggiate, bicicletta e attività nella natura erano al centro della ripresa dei viaggi. Una tendenza che aiuta a inquadrare anche la maggiore vivacità estiva di Rovere, frazione del comune.

Nell’estate 2022 il Parco Sirente Velino descriveva una stagione di forte afflusso nelle aree verdi e nei paesi del comprensorio, indicando esplicitamente l’obiettivo di distribuire il turismo su più periodi dell’anno. La montagna confermava così la propria capacità di richiamare visitatori anche oltre i mesi dello sci.

Le cronache dell’estate 2026 restituiscono un quadro ancora dinamico. Il sindaco di Rocca di Mezzo, Emilio Nusca, ha riferito di un aumento delle presenze rispetto all’anno precedente e di un periodo di massimo afflusso più lungo, con ristoranti e alberghi pieni già dall’inizio di luglio. Sono indicazioni riferite al contesto comunale e dell’Altopiano, nel quale si inserisce Rovere.

Più visitatori, ma resta la sfida dello spopolamento

Rovere sotto la neve di gennaio 2021

Il borgo di Rovere sotto una importante nevicata nel 2021. La foto di Emanuele Valeri

Per i paesi dell’Altopiano questa crescita rappresenta un’opportunità. Una stagione estiva più frequentata amplia le occasioni di lavoro per ristoranti, strutture ricettive, negozi e produttori. Offre inoltre la possibilità di far conoscere i borghi a persone che potrebbero tornare in altri momenti dell’anno.

L’afflusso turistico, però, non coincide automaticamente con un aumento dei residenti. Un paese può riempirsi durante le vacanze e continuare a fare i conti, nei mesi meno frequentati, con le difficoltà di mantenere servizi e occupazione.

È dentro questa distanza fra alta stagione e quotidianità che assume valore la continuità delle attività locali. La sfida è trasformare l’interesse per la montagna in rapporti duraturi con il territorio, dando ai visitatori ragioni per tornare e a chi ci vive prospettive per restare.

La cucina abruzzese e il lavoro della famiglia

Scheda del Gambero Rosso dedicata al ristorante Da Cristina di Rovere, con valutazione di 77/100 e recensione della cucina, del servizio e della carta dei vini

Scheda del Gambero Rosso dedicata al ristorante Da Cristina di Rovere, con valutazione di 77/100 e recensione della cucina, del servizio e della carta dei vini

Nella scheda del Gambero Rosso trovano spazio la cucina di tradizione, la carta dei vini e l’attenzione all’ospitalità. La guida richiama preparazioni abruzzesi come le polpette cacio e ova e le sagne, insieme al ruolo di Francesco nell’accompagnare gli ospiti nella scelta delle etichette.

La riconferma con 77/100 si inserisce dunque in un percorso familiare che prosegue nel tempo. Per Cristina, Anna e Francesco è un risultato professionale; per Rovere è anche una storia da seguire, perché racconta come un piccolo paese possa esprimere un’offerta riconoscibile e attirare attenzione attraverso il lavoro di chi lo abita.

A un anno dalla prima intervista, il legame fra ristorante e borgo resta il centro del racconto: una famiglia continua a investire qui, mentre intorno cambiano le stagioni e le abitudini di chi sceglie la montagna.

Per continuare a scoprire e raccontare questi luoghi, c’è anche il Calendario Neve Appennino 2027, dedicato ai paesaggi e alle stagioni dell’Appennino.

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