Gran Sasso, perde la via sotto la vetta: 61enne salvato in grave ipotermia sul Corno Piccolo

L’uomo, partito da Prati di Tivo, ha chiesto aiuto attraverso GeoResQ dopo aver perso l’orientamento in discesa. Recuperato prima che nubi e orario chiudessero la finestra utile per il volo. Ieri un altro intervento si era concluso all’alba nei pressi del Passo del Cannone.

29 ottobre 2026

Ha perso la via di discesa poco sotto la vetta del Corno Piccolo e, quando i soccorritori lo hanno recuperato, era in condizioni di grave ipotermia. Un escursionista di 61 anni, residente in provincia di Rieti, è stato trasportato nel pomeriggio di oggi all’ospedale dell’Aquila dopo un intervento del Soccorso Alpino e dell’équipe sanitaria del 118.

Il recupero si è concluso in meno di un’ora, sfruttando una finestra di volo ormai prossima a chiudersi: l’orario e l’arrivo delle nubi lasciavano poco margine all’elicottero. Un intervento rapido, arrivato a un giorno di distanza da un altro complesso salvataggio sul Gran Sasso.

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Perde l’orientamento durante la discesa dalla vetta

Il sessantunenne era partito da solo da Prati di Tivo e aveva raggiunto la cima del Corno Piccolo percorrendo il canalone centrale. Le difficoltà sono cominciate durante la discesa lungo la via Danesi, quando ha smarrito il percorso e si è ritrovato in una zona fuori itinerario, poco sotto la vetta.

La richiesta di aiuto è arrivata attraverso GeoResQ, l’app che ha consentito di localizzarne la posizione. L’uomo si trovava in stato confusionale: il tecnico della Centrale operativa del Soccorso Alpino è rimasto in contatto telefonico con lui, riuscendo a tranquillizzarlo e a convincerlo a restare fermo in attesa del recupero.

Dall’Aquila è quindi decollato l’elisoccorso con a bordo il tecnico del Soccorso Alpino e l’équipe sanitaria del 118. Una volta raggiunto, l’escursionista è stato recuperato e trasferito in ospedale per le cure necessarie.

Ieri il recupero notturno al Passo del Cannone

Il nuovo intervento segue quello concluso alle prime luci di mercoledì 28 ottobre nei pressi del Passo del Cannone. In quel caso un escursionista di 41 anni, residente ad Ascoli Piceno e privo di lampada frontale, aveva perso l’orientamento a circa 2.600 metri, finendo tra salti rocciosi e terreno instabile.

Per raggiungerlo, le squadre di terra avevano dovuto effettuare una calata di circa 120 metri, procedendo con cautela per il rischio di caduta di pietre. Dopo averlo messo in sicurezza, i tecnici lo avevano accompagnato fino a Campo Imperatore e affidato ai sanitari del 118. Le operazioni avevano richiesto un’intera notte.

Due episodi diversi per dinamica e modalità di recupero, che riportano l’attenzione sulla preparazione delle uscite in alta quota, soprattutto in questa fase della stagione.

Verso novembre: freddo e possibile neve cambiano le condizioni

Il passaggio verso l’inverno richiede una valutazione attenta delle condizioni della montagna. Le giornate più corte riducono il tempo disponibile per completare un itinerario e un imprevisto può costringere a restare in quota ben oltre l’orario programmato.

A questo si aggiunge la tendenza meteo per l’inizio di novembre: gli aggiornamenti indicano un possibile ingresso di aria fredda, con temperature in calo e condizioni che potrebbero favorire nevicate sull’Appennino. Distribuzione delle precipitazioni, intensità del raffreddamento e quote neve restano però da confermare con i prossimi aggiornamenti. Non è dunque sufficiente valutare un’escursione in base alle condizioni incontrate poche settimane prima: l’itinerario va scelto considerando il tempo previsto, lo stato effettivo del terreno e le proprie capacità.

Mappa GFS delle anomalie di temperatura a 850 hPa per il 3 novembre 2026: le tonalità azzurre e blu indicano valori sotto media sull’Italia

Temperature sotto media sull’Italia nello scenario GFS per il 3 novembre: azzurro e blu indicano anomalie negative a circa 1.500 metri. Fonte: GFS / Pivotal Weather.

Meteo, abbigliamento e tempi di rientro: la preparazione comincia prima di partire

Consultare le previsioni dedicate alla montagna, verificare le condizioni del percorso e programmare il rientro con un margine di luce sono passaggi essenziali. Il Soccorso Alpino richiama proprio l’importanza di conoscere l’itinerario e raccogliere informazioni anche presso rifugi, guide alpine e sezioni del CAI. Nello zaino devono trovare posto indumenti adeguati alla quota e alla stagione: abbigliamento a strati, protezione termica e un guscio contro vento e pioggia. Anche la lampada frontale deve accompagnare l’uscita quando si prevede di rientrare prima del tramonto, perché un ritardo può cambiare il programma. Sono accorgimenti richiamati dal CAI per affrontare la montagna in autunno.La decisione di partire va quindi accompagnata dalla disponibilità a modificare il percorso o a rinunciare alla vetta. Con l’avvicinarsi della stagione fredda, preparazione, attrezzatura e gestione dei tempi diventano ancora più decisive.

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