Karol Brożek scomparso sul Gran Sasso, l’appello della sorella: “Non chiedo solo aiuto, ma anche la verità”

“In montagna sta già nevicando. Mio fratello è ancora là e io sento di dover implorare non solo aiuto, ma anche la verità“.

Un anno dalla scomparsa di Karol

A quasi un anno dalla scomparsa di Karol Brożek, avvenuta sul Gran Sasso il 19 novembre 2025, la sorella Diana affida a queste parole la propria angoscia e la richiesta di avere informazioni chiare sulle ricerche. La neve che torna a coprire la montagna rende ancora più urgente, ai suoi occhi, capire quali verifiche siano state effettuate e se sarà possibile raggiungere le aree di interesse.

Nel suo messaggio, Diana racconta quanto sia difficile seguire da lontano una vicenda ancora senza risposte, soprattutto quando la lingua e la distanza rendono più complicato comprendere le comunicazioni delle istituzioni. Riportiamo integralmente le sue parole, rispettandone il significato e il dolore:

“Come mi sento? Immaginate che sia vostro fratello a scomparire sulle montagne polacche. Non conoscete la lingua. Ogni risposta delle istituzioni riaccende la speranza di sapere finalmente qualcosa. La aprite e ancora non sapete che cosa sia stato fatto davvero per ritrovarlo. È così che mi sento. Ricevo informazioni scarne, mentre le testimonianze informali che mi arrivano mettono in dubbio le rassicurazioni ufficiali sulle ricerche. Chiedo che queste discrepanze vengano chiarite. In montagna sta già nevicando. Mio fratello è ancora là e io sento di dover implorare non solo aiuto, ma anche la verità“.

Pirat, uno dei cani di Karol Brożek, fu ritrovato vivo sul Gran Sasso nel dicembre 2025

Diana riferisce di aver ricevuto poche informazioni e di avere ascoltato testimonianze che, a suo giudizio, non sembrerebbero coincidere con le rassicurazioni ricevute.

Sono discrepanze che, come chiede la sorella, dovranno essere chiarite: al momento non possono essere considerate fatti accertati senza riscontri. La sua richiesta è di sapere quali interventi siano stati svolti e quali verifiche siano ancora possibili, mentre l’arrivo della neve può rendere più difficile l’accesso ad alcune zone.

Il guinzaglio rosso ritrovato nel Vallone dell’Inferno

A riaccendere le speranze della famiglia è stato il ritrovamento, il 20 settembre, di un guinzaglio rosso senza moschettone sul fondo delle forre del Vallone dell’Inferno. Nella relazione redatta il 9 ottobre, la guida alpina Pasquale Iannetti riferisce che l’oggetto è stato recuperato da un gruppo di otto torrentisti di Pescara e consegnato ai Carabinieri Forestali di Assergi.

Diana afferma di aver riconosciuto nelle fotografie il guinzaglio come appartenente a Kraken, uno dei due cani partiti con Karol da Campo Imperatore. Il riconoscimento riferito dalla famiglia deve ancora essere verificato e, da solo, non permette di stabilire che cosa sia accaduto all’uomo e all’animale.

Il guinzaglio ritrovato nel Vallone dell’Inferno: la famiglia ritiene che appartenesse a Kraken

Nella stessa relazione, Iannetti racconta che il 26 settembre i volontari sono risaliti lungo il vallone fino alla base di una cascata alta circa 70 metri, senza trovare tracce di Karol. Il terreno, coperto di detriti e difficile da ispezionare, rende complessi i sopralluoghi. Il documento menziona inoltre immagini riprese con un drone, nelle quali sarebbero state individuate possibili tracce di sangue sotto le rocce del Sassone: anche questo elemento, tuttavia, non dimostra da solo la dinamica della scomparsa.

I sopralluoghi e le nuove verifiche richieste

L’ipotesi di lavoro illustrata dalla guida è che Karol possa essere scivolato in un canale e precipitato in una zona impervia, ma la sua sorte resta sconosciuta. Neve Appennino aveva già ricostruito il ritrovamento del guinzaglio e le nuove ricerche in un articolo pubblicato il 9 ottobre sempre sulla nostra homepage.

Nel suo precedente messaggio sui social, Diana aveva raccontato di aver chiesto alle autorità italiane di controllare l’area del ritrovamento prima dell’arrivo della neve e di essere stata indirizzata dalla Prefettura ai Carabinieri. Ora, con la nevicata, la sorella chiede di sapere se e quando potranno essere effettuati nuovi accertamenti nel Vallone dell’Inferno e nelle zone circostanti.

La scomparsa di Karol e il ritrovamento di Pirat

Karol Brożek, cittadino polacco di 44 anni, è scomparso il 19 novembre 2025. Secondo le ricostruzioni, quella mattina era uscito dal camper parcheggiato a Campo Imperatore con i suoi due cani, dirigendosi verso il sentiero che conduce al rifugio Duca degli Abruzzi. Da quel momento non si ebbero più notizie di lui né degli animali, mentre le prime ricerche furono ostacolate dal maltempo e dalle nevicate che interessarono la montagna.

Volontari impegnati in un sopralluogo nel Vallone dell’Inferno

Il 12 dicembre fu ritrovato vivo Pirat, uno dei due cani. L’animale era sopravvissuto per oltre venti giorni in montagna e il suo ritorno aveva portato alla famiglia un enorme sollievo, insieme a nuove domande su dove fosse stato con Karol. Kraken, invece, non è stato ritrovato. Nella fotografia pubblicata accanto al suo messaggio, Diana mostra proprio Pirat: il cane tornato a casa, mentre il fratello è ancora disperso.

Durante l’estate Diana è tornata sul Gran Sasso e Pasquale Iannetti ha coordinato sopralluoghi volontari nel Vallone dell’Inferno, seguendo lo scioglimento della neve e controllando progressivamente le aree ritenute di interesse. Le ricognizioni non hanno permesso di trovare Karol, ma il guinzaglio recuperato a settembre ha spinto la famiglia a chiedere ulteriori verifiche. La speranza, legata a ogni possibile traccia, si confronta ora con l’arrivo della stagione invernale e con l’incertezza sulle attività che si potranno svolgere nelle zone più difficili da raggiungere.

“Provo a tornare alla mia vita”

In un precedente post Diana aveva raccontato di aver cercato lavoro, nel tentativo di riprendere la propria vita, pur sentendo che ogni pensiero la riportava al fratello. Le incombenze quotidiane proseguono, ma l’attesa resta sospesa finché non arriveranno risposte.

La nuova dichiarazione amplia il suo appello: Diana chiede che il possibile indizio del guinzaglio venga valutato e che si chiarisca quali verifiche siano state compiute.

Karol Brożek è ancora disperso sul Gran Sasso e la domanda della sorella resta aperta: che cosa è stato fatto per ritrovarlo e che cosa è accaduto quel giorno in montagna?

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