El Niño e inverno in Italia, Nucera (3B Meteo): «Troppo presto per dire che stagione avremo»

El Niño torna al centro dell’attenzione in vista della prossima stagione invernale, soprattutto per la sua particolare intensità e per i possibili effetti sulla circolazione atmosferica su larga scala. Ma parlare già oggi delle conseguenze sull’inverno italiano sarebbe prematuro.

A fare chiarezza è Francesco Nucera di 3B Meteo, che sottolinea come il fenomeno abbia effetti molto più diretti nell’area del Pacifico, mentre sull’Europa la sua influenza risulti più debole e soprattutto meno prevedibile.

Anomalie della temperatura superficiale del mare previste per dicembre 2026 con El Niño nel Pacifico

Le anomalie della temperatura superficiale degli oceani previste per dicembre 2026 dal modello NMME, con il forte riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale associato a El Niño. Fonte: Tropical Tidbits

Quali effetti può avere El Niño sull’Europa e sull’Italia?

Francesco Nucera:
«El Niño nasce nel Pacifico e lì ha effetti molto più diretti. In Europa la sua influenza è più debole e soprattutto meno prevedibile. Può modificare alcuni equilibri della circolazione atmosferica e spostare le probabilità verso determinati scenari, ma probabilità non significa certezza; non vuol dire automaticamente inverno caldo, freddo, piovoso o nevoso.»

Un punto importante, dunque, riguarda proprio l’impossibilità di associare automaticamente El Niño a uno specifico tipo di inverno sul nostro continente.

Differenza media del geopotenziale a 500 hPa tra inverni con El Niño forte e condizioni neutrali in Europa

L’analisi condotta da Francesco Nucera mostra la differenza media del geopotenziale a 500 hPa tra inverni caratterizzati da un forte El Niño e condizioni neutrali. Secondo Nucera, il segnale del fenomeno arriva anche in Europa attraverso le teleconnessioni, ma a 500 hPa risulta fortemente disturbato dalla variabilità interna dell’atmosfera. Elaborazione F. Nucera – 3B Meteo, dati NOAA/CPC – ERA5.

Quest’anno El Niño è particolarmente intenso: può incidere maggiormente sull’inverno europeo?

Francesco Nucera:
«Il fenomeno quest’anno è particolarmente intenso e può avere effetti sulla circolazione atmosferica su larga scala. Per capire cosa succederà davvero sull’Europa bisognerà però vedere come interagirà con l’Atlantico e con il vortice polare. Al momento non abbiamo elementi sufficienti per dire che tipo di inverno avremo sull’Italia.»

Secondo Nucera, quindi, sarà fondamentale osservare l’interazione tra i diversi elementi che regolano la circolazione atmosferica. L’intensità del fenomeno, da sola, non permette di tracciare oggi uno scenario affidabile per l’Italia.

È già possibile capire se il prossimo inverno sarà caldo o freddo?

Francesco Nucera:
«Oggi è troppo presto per dire come sarà l’inverno. Il clima di fondo è più caldo rispetto al passato e questo favorisce statisticamente inverni più miti, ma non significa che ogni inverno debba esserlo. La variabilità atmosferica rimane molto importante e sono ancora possibili stagioni fredde o periodi di freddo anche intenso.»

Il quadro climatico generale resta quindi caratterizzato da temperature mediamente più elevate rispetto al passato, ma questo non elimina la possibilità di fasi fredde anche significative.

Cosa possiamo aspettarci per la neve sulle montagne e sull’Appennino?

Francesco Nucera:
«Per il prossimo inverno non possiamo dire oggi se nevicherà molto o poco sulle montagne. Le osservazioni degli ultimi decenni mostrano però un aumento delle temperature anche sull’Appennino e, in diverse aree, una riduzione della durata della copertura nevosa. È una tendenza climatica di lungo periodo, che non ci permette però di sapere quanto nevicherà nel prossimo inverno.»

Anche sul fronte della neve, dunque, la prudenza resta fondamentale. Le tendenze climatiche degli ultimi decenni mostrano un quadro ben definito sul lungo periodo, ma non permettono di stabilire in anticipo come si comporterà una singola stagione.

Il messaggio che emerge dalle parole di Nucera è chiaro: El Niño può influenzare la circolazione atmosferica globale, ma non rappresenta una previsione automatica dell’inverno europeo e italiano. Per capire meglio quale configurazione potrà caratterizzare i prossimi mesi sarà necessario osservare l’evoluzione della circolazione atmosferica e, in particolare, il rapporto con Atlantico e vortice polare.

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