Previsioni

L’ASE detto anche Adriatic Snow Effect ,è un fenomeno molto particolare che  vede lo sviluppo di celle convettive responsabili della genesi di temporali che in inverno possono dare luogo a precipitazioni nevose.

In realtà è un tipo di fenomeno che si sviluppa su macroscala, e nel suo piccolo molto simile seppure con effetti molto attenuati a quello dei Grandi Laghi Americani.

In genere, quando l’ASE entra in gioco, possono svilupparsi dei fenomeni nevosi capaci di interessare un po’ tutti i settori del versante adriatico, dalla Romagna fin sulla Puglia. La fenomenologia talvolta può risultare anche abbondante.

Questo processo viene ad innescarsi quando aria polare attraversa una superficie piuttosto calda, come può essere quella del Mar Adriatico.

Per verificarsi tutto ciò, è importante che si considerino diversi fattori quali; l’estensione del tratto di mare che verrà attraversato dall’aria fredda, conosciuto in gergo come Fetch, la presenza di barriere orografiche responsabili del sollevamento forzato della massa d’aria più fredda, l’altezza dello strato d’inversione e le convergenze dei venti.

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Dalla mappa in allegato, potete osservare come giovedì 5 gennaio sarà presente una -34/-36°C alla quota di 500 hpa.

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Questa seconda mappa, mostra le condizioni a 500 hpa attualmente previste per la giornata del 6 gennaio.

Alla 850 hpa, 1440 metri di quota, viene individuata una -10/-12°C. Stando a tutto questo sembrerebbe che tra giovedì 5 e venerdì 6 gennaio effettivamente questo fenomeno possa venirsi a sviluppare.

Allora cominciamo a vedere cosa intravede il SI-ASES nelle sue code modellistiche.

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Stando attualmente a questi aggiornamenti  facenti riferimento all’emissione mattutina del centro di calcolo americano GFS, è possibile osservare come l’ASE è visto in probabile sviluppo sui settori settentrionali e centrali del medio adriatico, mentre meno probabile ed intenso è attualmente individuato nel basso adriatico.

Tale fenomeno risulta quasi di impossibile lettura dai vari centri di calcolo, che difficilmente riescono ad evidenziarne la sua incisività nelle stime pluviometriche.

Questo per dire che, nel caso queste stime previsionali da parte del SI-ASES dovessero verificarsi corrette, precipitazioni nevose potrebbero interessare anche aree che attualmente sembrerebbero essere saltate dalle precipitazioni. Dalla Romagna in giù non sono dunque da escludere delle sorprese di questo genere, che potrebbero causare delle nevicate a quote molto basse se non fino al piano.

Per le nostre montagne, come spiegato nell’editoriale di ieri, le regioni maggiormente coinvolte da questo peggioramento saranno le Marche, l’Abruzzo, il Molise e la Puglia.

In queste aree, visto anche il centro di bassa pressione che dovrebbe andare a stazionare sullo Ionio gli accumuli potrebbero risultare piuttosto abbondanti.

Aree come quelle dell’alto Molise e della Majella potrebbero far registrare degli accumuli davvero degni di nota.

Per quanto riguarda dettagli, e maggiori informazioni ci riaggiorneremo nel corso delle prossime ore.

La cosa certa è che finalmente l’inverno potrà mostrarci di che pasta è fatto.

Emanuele Valeri

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