«Lo zaino è la nostra piccola casa viaggiante»: i consigli della Guida Alpina Giampiero Di Federico

Lo zaino non è un semplice contenitore nel quale sistemare acqua, panini e qualche indumento. È uno degli elementi fondamentali di ogni escursione, capace di incidere sul comfort, sull’equilibrio e anche sulla sicurezza di chi cammina in montagna.

Prosegue la rubrica settimanale di Neve Appennino dedicata alla sicurezza, realizzata insieme alla Guida Alpina Giampiero Di Federico. Questa settimana parliamo di come scegliere lo zaino, regolarlo correttamente, distribuire il materiale al suo interno e utilizzarlo durante le escursioni e sulle vie ferrate.

Una preparazione spesso sottovalutata, ma che può fare la differenza soprattutto quando il percorso diventa lungo, ripido o tecnicamente più impegnativo.

Giampiero Di Federico, Guida Alpina, durante una salita in alta quota sul Gran Sasso

Giampiero Di Federico è Guida Alpina e da anni accompagna escursionisti e alpinisti sulle principali montagne dell’Appennino e non solo

Giampiero, perché lo zaino è così importante in montagna?

«Lo zaino è un po’ il protagonista delle nostre escursioni. È la nostra minuscola casa viaggiante, perché al suo interno dobbiamo portare tutto ciò che può servirci durante il percorso.

È fondamentale anche per piccoli tragitti e per itinerari con dislivelli limitati. Non dobbiamo pensare che, soltanto perché l’escursione è breve, si possa partire senza uno zaino adeguato».

Come si sceglie un buon modello?

«Esistono zaini per tutti i gusti e per tutte le tasche. I materiali utilizzati sono generalmente tele robuste oppure il Cordura, un tessuto molto resistente agli strappi.

Consiglierei di scegliere anche tinte vistose, perché uno zaino dai colori accesi è più facilmente visibile durante un’eventuale operazione di soccorso. E poi, perché no, permette anche di ottenere fotografie e filmati più belli».

Quali caratteristiche dovrebbe avere lo schienale?

«Preferirei uno zaino con un dorso anatomico ben imbottito e dotato di un telo teso e retato, capace di mantenere una certa distanza tra la schiena e il corpo dello zaino.

Questo sistema consente una ventilazione più efficace rispetto a una semplice imbottitura appoggiata direttamente sulla schiena, limitando l’accumulo di sudore durante la camminata».

Quanto dovrebbe pesare lo zaino?

«Per tutelare la salute delle nostre vertebre è consigliabile non sovraccaricare lo zaino oltre il 20% del proprio peso corporeo.

Un carico eccessivo può affaticare la schiena, rendere più difficile la progressione e creare problemi di equilibrio, soprattutto durante le discese o nei passaggi più tecnici».

È meglio uno zaino piccolo o uno più capiente?

«Consiglio sempre uno zaino abbastanza grande piuttosto che uno troppo piccolo.

Uno zaino capiente non si gonfierà all’inverosimile non appena inseriremo un po’ di materiale e di attrezzatura. Sarà quindi più comodo e permetterà alla cintura al bacino, che è davvero importante, di chiudersi correttamente all’altezza del girovita e non sullo stomaco.

In questo modo una buona parte del peso può essere scaricata sul bacino e quindi sulle gambe, alleggerendo la schiena e le vertebre».

Quanto sono importanti la cintura ventrale e il cinturino sternale?

«La cintura ventrale deve essere larga, ben imbottita e posizionata correttamente sul bacino.

Anche il cinturino sternale è importante. Quando lo zaino è della giusta misura e viene regolato bene, la fascetta può rimanere centrata sul petto e svolgere meglio la propria funzione.

Questi elementi stabilizzano lo zaino, soprattutto sui sentieri scoscesi e durante la progressione sulle vie ferrate».

Uno zaino grande può rivelarsi utile in un’emergenza?

«In caso di bivacco, dentro uno zaino abbastanza grande possiamo persino infilare i piedi per proteggerli dal freddo e da un’eventuale nevicata.

A me è capitato di doverlo fare. D’altronde, la differenza di peso a vuoto tra uno zaino più grande e uno piccolo è spesso irrilevante».

Qual è la caratteristica più importante?

«Lo zaino deve innanzitutto essere comodo da portare e avere una struttura tale da non sbilanciare la persona durante la discesa o in arrampicata.

Deve aderire anatomicamente alla schiena e deve essere regolato in modo da non rimanere appeso troppo in basso sulle natiche.

Allo stesso tempo non deve essere sistemato eccessivamente in alto, perché potrebbe dare fastidio alla nuca quando si guarda verso l’alto».

È utile avere più di uno zaino?

«Può essere conveniente averne due a disposizione.

Uno meno grande, da circa 30 o 40 litri, può essere utilizzato per un’uscita veloce o per un’escursione della durata di una mattinata.

Un altro, con una capacità compresa tra 50 e 70 litri, può invece essere utilizzato per escursioni più lunghe o della durata di più giorni».

La capienza può essere aumentata?

«Molti zaini, ormai quasi tutti, possono essere allungati, aumentando notevolmente la capacità complessiva.

Sono molto utili anche le tasche esterne e gli scomparti collegati all’interno ma apribili direttamente dall’esterno. Permettono di cercare qualcosa senza dover aprire lo zaino dalla parte superiore e senza svuotarne il contenuto».

A cosa servono le cinghie di compressione?

«È importante che lo zaino abbia delle cinghie di compressione. Servono a ridurne il volume quando non è completamente pieno.

Stringendole correttamente, il materiale rimane più fermo e non si muove continuamente durante la camminata. Uno zaino compatto segue meglio i movimenti del corpo e riduce il rischio di sbilanciamenti».

Ogni escursionista dovrebbe avere il proprio zaino?

«Lo zaino deve essere personale. Non bisogna dare in “subappalto” al proprio compagno o alla propria compagna la giacca, le magliette, i panini, l’acqua e tutto ciò che ci appartiene.

Ogni persona dovrebbe portare con sé il materiale necessario per essere autonoma durante l’escursione».

Cosa bisogna evitare?

«Evitiamo di partire con buste, bustarelle, marsupi, tascapane, borse a tracolla o persino con gli zainetti scolastici rubati ai nostri nipotini, cuginetti, fratelli e sorelline.

Questi contenitori non sono progettati per la montagna, non permettono una corretta distribuzione del peso e possono limitare i movimenti o sbilanciare la persona».

Quali altri elementi possono essere utili?

«Sono comodi gli zaini dotati di asola poggiamani, tasche esterne o scomparti apribili dall’esterno.

Sono particolarmente utili anche le piccole tasche presenti sulla cintura ventrale. Possono essere usate per riporre oggetti che vogliamo avere immediatamente a disposizione, come il telefono cellulare, che ormai è diventato anche una vera e propria macchina fotografica».

Gli zaini sono impermeabili?

«Gli zaini possono resistere alla pioggia per pochi minuti, ma successivamente inizieranno a bagnarsi e l’acqua potrebbe raggiungere anche il contenuto interno.

Molti modelli dispongono sul fondo di un coprizaino. È importante verificarne la presenza al momento dell’acquisto e utilizzarlo quando inizia a piovere».

Come si regola correttamente lo zaino?

«Lo schienale del sacco deve aderire anatomicamente al dorso.

Bisogna regolare l’altezza della cintura alla vita e posizionare correttamente la fascetta sternale sul petto. Il carico deve essere equilibrato e ben distribuito all’interno dello zaino».

Come bisogna sistemare il materiale?

«Nel posizionare gli oggetti dobbiamo tenere conto del loro peso, del momento nel quale prevediamo di utilizzarli e della necessità di averli rapidamente a disposizione.

Dobbiamo considerare anche la loro fragilità, il rischio di urti e l’umidità. I panini e gli alimenti, per esempio, devono essere protetti e sistemati in modo da non essere schiacciati.

È inoltre importante evitare che oggetti duri o spigolosi si trovino in corrispondenza della schiena».

Come si distribuiscono correttamente i pesi?

«I pesi devono essere mantenuti in equilibrio all’interno dello zaino. Non bisogna concentrare tutto il materiale più pesante su un solo lato, perché lo zaino finirebbe per sbilanciare la persona durante la camminata.

Sul fondo devono essere sistemate le cose che presumibilmente non utilizzeremo durante l’escursione, ma soltanto alla fine della giornata o durante un eventuale pernottamento».

Escursionista con casco e zaino durante la salita su un ripido percorso roccioso in alta montagna

Lo zaino deve essere ben regolato, aderente alla schiena e privo di oggetti sporgenti, soprattutto sui percorsi ripidi e sulle vie ferrate. FOTO DI CARLO MOZZETTI 

Cosa possiamo mettere sul fondo?

«Sul fondo possiamo sistemare l’abbigliamento di ricambio, il piumino, il sacco a pelo, la tendina e il materiale per l’igiene personale, come lo spazzolino e il dentifricio.

Anche i guanti, il cappello di lana e tutto ciò che, in base al tipo di escursione, prevediamo di non utilizzare durante la camminata possono essere collocati nella parte inferiore».

Cosa deve invece restare a portata di mano?

«Più facilmente raggiungibili devono essere i capi di abbigliamento che potremmo utilizzare durante il percorso, come la giacca a vento e il maglione.

Anche le cartine e le guide cartacee devono essere sistemate a portata di mano, perché potrebbe essere necessario consultarle durante l’escursione.

Il denaro e i documenti possono essere conservati nella tasca interna della patta, preferibilmente chiusa con una cerniera».

Quali precauzioni dobbiamo adottare sulle vie ferrate?

«Quando affrontiamo una via ferrata, dallo zaino non deve sporgere o ciondolare nulla.

Un oggetto potrebbe impigliarsi nei cavi, nei gradini, nelle rocce o in altri elementi della ferrata, rischiando di farci perdere l’equilibrio.

Lo stesso ragionamento vale sui normali sentieri, soprattutto quando camminiamo in mezzo al bosco. Bastoncini, borracce o altri oggetti lasciati penzolanti potrebbero impigliarsi nei rami e nei cespugli».

Escursionista attraversa il nevaio sulla Via dei Laghetti al Monte Prena, Gran Sasso

Il nevaio della Via dei Laghetti sul Monte Prena, Gran Sasso: un escursionista in abbigliamento tecnico procede cauto sotto la neve compatta incastonata tra le rocce. FOTO DANI WOOL

Lo zaino fa parte della sicurezza in montagna

Lo zaino non deve essere considerato un accessorio secondario, ma una parte fondamentale dell’attrezzatura di ogni escursionista.

Sceglierlo della giusta misura, regolarlo correttamente e distribuire il materiale con attenzione significa ridurre la fatica, mantenere meglio l’equilibrio e affrontare il percorso con maggiore sicurezza.

Il consiglio di Giampiero Di Federico è chiaro: lo zaino deve essere personale, comodo, proporzionato all’attività e organizzato tenendo conto di ciò che potrebbe servire durante l’escursione.

Una raccomandazione ancora più importante sulle vie ferrate, dove un oggetto lasciato sporgere o uno zaino mal regolato possono ostacolare i movimenti e aumentare il rischio di perdere l’equilibrio.

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