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La vipera rostrata è molto aggressiva e molto velenosa

La vipera rostrata è molto aggressiva

La vipera rostrata o vipera squamata, nome scientifico Echis carinatus, appartiene alla famiglia Viperidae. Date le sue modeste dimensioni non si direbbe, ma questo è un serpente molto aggressivo e velenoso.

L’aspetto poco appariscente dell’Echis carinatus, il suo potente veleno, la sua presenza in zone densamente popolate e piuttosto povere rendono questo serpente pericoloso per l’uomo.

La vipera rostrata è molto aggressiva e molto velenosa

Si tratta di un rettile molto diffuso e si trova in abbondanza in alcuni settori geografici della repubblica indiana, come nel distretto Ratnagiri nel Maharashtra, nel Rajasthan, nel Tamil Nadu, alcune zone del Punjab e negli stati del Pradesh, dove i censimenti annuali ne registrano diverse centinaia di migliaia. È stato avvistato anche a duemila metri d’altezza sul livello del mare.

È un serpente che mal sopporta il caldo torrido e l’umidità e tende a riposare sotto le rocce, sepolto nella sabbia con la testa scoperta, dietro le cortecce degli alberi, tra le piante spinose e in altri luoghi asciutti. Va sottolineato che durante le piogge monsoniche, questo serpente tende ad arrampicarsi sugli alberi a qualche metro da terra per isolarsi il più possibile dall’acqua. Non è rado trovare vari esemplari raccolti in gruppi numerosi.

La vipera rostrata mediamente non supera i sessanta centimetri anche se a volte può giungere a misurarne ottanta. Possiede occhi grandi prominenti con pupille verticali. La testa ha la tipica forma triangolare dei viperidi ed è molto più grossa ed evidenziata rispetto al collo. Ha un corpo tozzo con scaglie profondamente scanalate.

La loro silhouette è di solito contrassegnata da un colore marrone, grigio, rosso, oliva o sabbia, con un motivo a zig-zag più scuro sul dorso che racchiude delle piccole macchie bianche. Il motivo termina sul capo contrassegnandolo con una caratteristica croce bianca. La loro parte inferiore è bianca con macchie marroni. La coda e quella classica dei viperidi, corta e tozza.

Il veleno della vipera rostrata è letale

La vipera rostrata possiede un apparato velenifero tra i più evoluti tra i serpenti. I denti veleniferi sono posizionati nella parte anteriore della mascella, direttamente fissati all’osso mascellare e possiedono la caratteristica di poter ruotare fino a 90°. Queste zanne sono completamente canicolate, come siringhe, e misurano nell’Echis carinatus una dimensione massima di 1 mm. Diventa facile capire che con questo meccanismo l’efficacia del veleno è ottimizzata, visto che viene iniettato a pressione, ma a maggiore profondità nella preda, che così muore in tempi brevi, da pochi minuti a qualche istante dopo il morso. Inoltre questo meccanismo permette al serpente di avere un contatto minimo con la vittima, dato che si stima che possa mordere con una velocità di venti centesimi di secondo.

Una vipera rostrata può contenere nelle ghiandole tra i 6 e i 48 mg di veleno: la dose letale per un uomo adulto è di circa di 3 mg. Si tratta di una miscela di tossine e di enzimi, alcune delle quali hanno rilevanti effetti sulla coagulazione del sangue. L’azione tossica del veleno è data dall’effetto combinato delle varie proteine; la morte avviene a causa di vari disordini dell’omeostasi: emorragia, trombosi, coagulazione intravasale disseminata, cui si aggiungono gli effetti neurotossici e mio tossici.

In ultimo, tuttavia, non bisogna dimenticare che il veleno della vipera rostrata è utilizzato anche nella fabbricazione di parecchi farmaci anticoagulanti.

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