Vipera incinta a Roma, è caccia aperta. Evitiamo allarmismi e paure

Vipera incinta, a Roma scatta la caccia

Vipera incinta. In questi giorni, a Roma, sono comparsi alcuni volantini che segnalano la presenza di una vipera gravida e per questo ancora più pericolosa. Facciamo chiarezza senza alimentare allarmismi e paure.

Vipera incinta a Roma, paura tra la popolazione

Il rettile in questione sarebbe stato avvistato da alcuni residenti in via Monte Massico e in via Monte Crocco e da quel momento, nel quartiere, sono comparsi numerosi manifesti d’avvertimento con tanto di foto segnaletica.

Secondo gli esperti di Kodami, volendo dare per scontato che l’animale in foto sia lo stesso avvistato a Roma, il serpente sui volantini è certamente una Vipera aspis francisciredi, la specie velenosa più diffusa su quasi tutto il territorio nazionale.

Si tratta di una specie potenzialmente pericolosa a causa del veleno e perciò di rilevanza medica, proprio per questo non occorre però aggiungere informazioni non verificate e senza alcun elemento a sostegno che non fanno altro che alimentare paura e allarmismo.

Gli accoppiamenti iniziano tra aprile e maggio, qualche settimana dopo l’uscita dal letargo. In questo periodo è possibile vedere i maschi occupati in un rituale di lotta per decidere chi sarà ad accoppiarsi. L’esemplare più debole si fa da parte e lascia campo libero al vincitore.

Vipera incinta: quanto dura la gestazione?

Vipera incinta a Roma. Il periodo di gestazione dura dai tre ai quattro mesi e la nascita avviene solitamente tra la fine di agosto e la fine di settembre.

In media la vipera partorisce dai sei agli otto piccoli che appena nati sono già indipendenti e velenosi. Le vipere sono animali ovovivipari, ovvero le uova si schiudono all’interno del corpo ed i piccoli nascono già interamente formati.

Il vantaggio di questo sistema è che le uova sono meno esposte ai predatori, ma fondamentalmente  porta pregiudizio alla madre, che si ritrova più vulnerabile e meno agile per via della massa che porta in lei.

Quando gli embrioni raggiungono una certa stazza, la femmina non si nutre più, per motivi puramente pratici, non avendo più spazio per ingerire delle prede, e questo può portare ad un calo di energie e scompensi minerali.

Quando i serpentelli sono sviluppati e pronti a nascere, la madre li espelle dal proprio corpo, ancora avvolti da una sottile membrana trasparente, che loro bucheranno velocemente per poter respirare e trovare un nascondiglio dove rifugiarsi.

Un’idea comune, molto diffusa non solo nelle nostre zone, è che la vipera partorisca sugli alberi, lasciando cadere i figli a terra, per paura di essere avvelenata dai loro morsi. I figli avrebbero un veleno ancora più potente di quello della madre.

L’unica cosa reale di questa diceria è che i piccoli di vipera nascono già muniti di veleno. Il parto avviene a terra e non sugli alberi, in quanto questo rettile fa molta fatica a salire sugli alberi a causa della conformità della propria coda (corta e tozza non permette l’ arrampicata).

Al massimo possiamo incontrarla su qualche piccolo arbusto o cespuglio, a qualche decina di centimetri da terra. Una vipera incinta poi, avrebbe ancora più difficoltà.