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La vipera della morte ha un aspetto corto e tozzo

La vipera della morte non è una vera vipera

La vipera della morte, nome scientifico Acanthophis antarcticus, appartiene alla famiglia Elapidae. Contrariamente a quanto suggerisce il suo nome non è quindi una vera vipera.

La vipera della morte ha un aspetto corto e tozzo

Il nome del suo genere, Acanthophis, significa “spinoso”, probabilmente per la squama appuntita che questo serpente ha sulla punta della coda. La sua specie è definita antartcticus, per il fatto che le zone nelle quali vive la vipera  della morte si affacciano direttamente sull’Antartide.

La vipera della morte ha un aspetto corto e tozzo. La sua lunghezza media si aggira intorno ai 70 cm e può raggiungere al massimo la lunghezza di un metro.

L’Acanthophis antarcticus è un serpente schivo e notturno. Ha l’abitudine di nascondersi completamente sotto la sabbia in attesa di potenziali prede. Di solito avvicina la sua coda alla bocca e la fa sporgere dalla sabbia per attirare l’attenzione di piccoli animali. Quando questi sono abbastanza vicini, li attacca all’improvviso con forza e precisione.

La vipera della morte , quando morde, non lascia immediatamente la preda ma prolunga il morso il più possibile per avere la certezza di iniettare abbastanza veleno. Il suo attacco è con ogni probabilità il più rapido al mondo tra tutti i serpenti: è in grado di compiere il movimento dalla posizione base, mordere e avvelenare la preda, e tornare in posizione di attacco nel giro di 13 centesimi di secondo.

Il veleno della vipera della morte è letale

La vipera della morte si muove soprattutto con l’arrivo dei fronti freddi, perché cerca un riparo caldo. In questi momenti è facile imbattersi in loro. Non si muove invece con la luna piena o quasi, perché questa li renderebbe facilmente visibili ai loro predatori.

Un Acanthophis antarcticus in buona salute e di buona taglia è in grado, con un singolo morso, di iniettare veleno sufficiente a uccidere 18 uomini adulti. Ma ciò che rende tanto temibile il morso è anche la combinazione della potenza del veleno con la massiccia dose che la vipera della morte è in grado di iniettare.

Il suo veleno è di tipo esclusivamente neurotossico postsinaptico; non contiene né componenti emotossiche né miotossiche. C’è una leggera presenza di anticoagulanti, ma non è clinicamente significativa.

La potenza del veleno, l’estrema virulenza della tossina Aa b, la ponderosa dose iniettabile e la straordinaria efficacia e profondità del morso: tutto questo piazza di diritto la vipera della morte all’ottavo posto nella classifica degli animali più velenosi del mondo.

Foto: Rob Valentic

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