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Vi siete mai chiesti quanti orsi vivono nel nostro Appennino? In realtà una risposta sicura e certa non esiste, perché nell’Appennino si spostano su aree che possono essere vaste anche 250 Km2 e oltre.

Vi riportiamo allora questo studio effettuato dal progetto life salvare l’orso bruno appenninico

L'orsa in relax fotografata da Pietro Santucci
L’orsa in relax fotografata da Pietro Santucci

Tuttavia in qualche modo, nel corso degli anni si è riusciti  a schedare gli individui in base alle tracce che essi lasciavano.

Ora, vi siete mai chiesti come sono stati presi i dati?

Dalla radice del pelo è stato estratto il DNA, differente per ogni tipo di individuo, e grazie al quale è stata creata la prima “banca dati” genetica dell’orso.

Lo studio di Progetto Life, ha dimostrato recentemente che tramite la raccolta peli avvenuta tra il 90 e il 99 è stato possibile dimostrare che in questo periodo si sono succeduti almeno 14/15 individui differenti, in particolare tra l’area del Parco nazionale d’Abruzzo e quello della Majella.

In questo progetto LIFE, mettendo a punto delle metodologie sviluppate in Canada, dunque raccogliendo un certo materiale di campionamento è stato possibile raccogliere del materiale biologico per cominciare a capire…quanti orsi vivono in Appennino?

Il materiale necessario è stato reperito in tre modi.

  1. Nell’area del progetto (LIFE) sono state realizzate circa un centinaio di trappole, in cui grossi orsi vengono attratti da esche olfattive che sistematicamente vengono posizionate in primavera e in autunno.
  2. Inoltre, nel corso dei mesi estivi, sono stati fatti degli appostamenti e dei sopralluoghi in alcune aree specifiche di alta montagna frequentate in maniera assidua dagli orsi, che si nutrono di ciò che trovano.
  3. Percorrendo gli itinerari campione ed effettuando dei sopralluoghi in caso di segnalazione e/o aggressione al bestiame e apiari.  Pensate che in pochi anni, e in particolare tra il 2000/2001 sono stati raccolti 43 campioni di pelo di orso.

Talvolta 31 di questi sono stati ritrovati in delle condizioni tali per permettere di poter estrarre del DNA per provare a ricostruire l’impronta digitale di ogni individuo.

bruno

L’impronta digitale di ogni individuo può essere ricostruita grazie ad alcune particolari porzioni di DNA dette microsatelliti.

Una volta effettuato tutto questo è stata nuovamente confrontata la composizione del DNA tra tutti i microsatelliti dei differenti campioni, e così i ragazzi del progetto LIFE sono riusciti a risalire all’identità degli esemplari che rimarranno perennemente schedati.

Da tutti i campioni esaminati sono stati identificati 12 orsi differenti, 11 nel 2000 e 1 nel 2001. Naturalmente, leggendo attentamente tra le righe del progetto, si legge che questi sono dei numeri indicativi degli orsi presenti nell’area del progetto in due anni di ricerca.

Se il numero di campioni rinvenuti dovesse risultare proporzionale al numero degli individui viventi, con questo metodo anno dopo anno sarebbe possibile individuare e monitorare la variazione del numero degli esemplari da comprensorio a comprensorio.

Proprio applicando queste metodologie nelle aree geografiche più abitate da questi esemplari, è possibile seguire l’andamento demografico della popolazione di questi bellissimi animali.

Le opinioni riguardo la consistenza e l’esatto numero degli orsi nell’Appennino, si ritiene vada da un numero minimo di 30 ad un massimo di 100.

Numeri molto bassi e preoccupanti per quelli che dovrebbero invece essere gli standard demografici dell’orso.

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