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Ieri mattina vi raccontavamo delle numerose slavine che si potevano intravedere nel versante sud-occidentale del Gran Sasso con quelle ben visibili sul Portella, verificatasi il 18 di gennaio scorso, e al disotto del Pizzo di Cefalone dove se ne intravede anche qualcuna più recente, ma di minor portata.

Traversando il traforo che da Assergi passa e conduce a San Gabriele Colledara, si può osservare uno scenario pazzesco che ancora oggi è in grado di farci capire quanto il mese di gennaio abbia portato delle nevicate storiche su alcune regioni della nostra Penisola.

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Il lato e versante nord del Gran Sasso d’Italia è per storia una delle aree più nevose della nostra Penisola e una delle località dove la neve si mantiene più a lungo, vista anche la posizione dove il sole non batte praticamente mai.

Tuttavia il grande carico di neve accumulatosi proprio in gennaio sui ripidi pendii del Prena, Brancastello, Torri di Casanova, Corno Grande del Gran Sasso e Camicia ha favorito lo sviluppo di slavine, alle volte anche di grandi dimensioni, che in alcune circostanze si sono portate fin su aree dove solitamente non sono consone arrivare.

Se pensate che a San Gabriele, poco più di 400 metri sopra il livello del mare, erano caduti circa 200 cm di neve.

Proprio da San Gabriele si intravede invece un vallone che conduce alla Piana del Fiume, circa 900 metri di quota, dove sono giunte delle slavine di grandi dimensioni che partono da quota 2100, dal Vallone del Vicino/Malepasso  e dal Brancastello/Fienare.

Teo

Come affermavamo precedentemente, le abbondanti ed estreme precipitazioni nevose del mese di gennaio hanno permesso un accumulo di neve tale da permettere alle slavine di raggiungere località che solitamente non vengono interessate da questi fenomeni.

Li alla Piana del Fiume era presente un camping, per l’appunto devastato da una slavina di notevoli dimensioni. L’area camping era molto frequentata dagli escursionisti nel corso della stagione estiva.

A memoria dei residenti, una slavina di queste dimensioni non si era mai staccata in quest’area. Oltre al Camping ormai quasi del tutto cancellato, sono stati sepolti dalla neve o addirittura cancellati alcuni sentieri escursionistici, dei quali non c’è più traccia. Da verificare invece lo stato della storica fontana che, al momento, non è visibile perché ricoperta dalla neve e bisogna dunque capire quai siano le effettive condizioni.

Va specificato che in inverno quest’area della quale abbiamo parlato fino ad ora non viene mai frequentata.

Tuttavia, come vi specificavamo in apertura di articolo, dall’autostrada ma anche da San Gabriele si può osservare come i canaloni siano ancora carichi di neve.

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(Foto di Isoladelgransasso)

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