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Uccido da un fulmine l'imprenditore Alberto Balocco

Muoiono colpiti da un fulmine l’imprenditore Alberto Balocco e un suo amico ritrovati da un passante che ha avvisato il Soccorso Alpino.

MUOIONO FOLGORATI DA UN FULMINE MENTRE ERANO IN BICILETTA

Una vera e propria tragedia quella che si è verificata nella giornata di ieri in Piemonte, a Pragelato, in Val Chisone, quando due ciclisti sono stati avvistati al suolo e senza vita da un passante, che immediatamente ha avvisato il 118.

Si tratta dell’imprenditore Alberto Balocco e di un suo amico che sono stati colpiti da un fulmine mentre erano in mountain bike. Le condizioni meteo in Piemonte nella giornata di ieri non sono state stabili, con acquazzoni, piogge e temporali accompagnati da forte attività elettrica che si sono abbattuti nelle aree interne montane.

Nonostante il maltempo il CNSAS – Soccorso Alpino e Speleologico si è recato sul posto con una squadra e con l’eliambulanza che in ogni caso è riuscita ad atterrare. Purtroppo nonostante l’incessante lavoro dei medici rianimatori, nel tentativo di rianimare i due uomini, non c’è stato nulla da fare se non certificarne il decesso.

Alberto Balocco era un imprenditore molto conosciuto, anche sponsor della squadra della Juventus, ed era riuscito a trasformare la società in una multinazionale tascabile.
In questa stagione sono stati molto gli incidenti dovuti ai fulmini, molte persone sono rimaste folgorate dalle scariche elettriche circostanti.

A tal proposito proprio qualche giorno fa il meteorologo Filippo Thiery, attraverso un lungo post sulla sua bacheca di Facebook, ha spiegato come i fulmini possono risultare assai pericolosi specie in estate e a cavallo tra l’estate e l’autunno.

Decisamente istruttivo, quanto avvenuto (fortunatamente senza conseguenze letali, e vedremo perché) lo scorso 10 agosto su una spiaggia  della Galizia, dove un bambino di 9 anni, durante una giornata balneare con la propria famiglia, è stato colpito da un fulmine, per la precisione da una delle quattro scariche elettriche che si sono abbattute su quel tratto di spiaggia nell’arco di pochi minuti. Provo a elencare le 4 cose importanti che si possono imparare, scorrendo i fatti riportati dall’articolo del quotidiano locale, comprensivo dell’intervista a un collega del servizio meteorologico della comunità autonoma in questione (leggendo il pezzo, potrei anche sottolineare l’abissale differenza, nella qualità dell’informazione di cronaca meteorologica, rispetto alla stragrande maggioranza dei nostri mezzi di informazione… ma non lo farò):
1) il fulmine che ha colpito il bambino (al pari degli altri tre fulmini caduti a breve distanza) era partito da una nube temporalesca distante parecchi chilometri (probabilmente neanche visibile) dalla spiaggia dove si trovava il pargolo con la sua famiglia, e si è abbattuto, quindi, su una zona ben al di fuori dal temporale stesso🌩. Si tratta dei cosiddetti “fulmini positivi”, quelli che partono dalla zona sommitale del cumulonembo (carica, appunto, positivamente) e vanno a scaricarsi sulla zona del suolo carica negativamente, cioè non quella che si trova sotto alla verticale della nube, ma ben distante da essa, a parecchi chilometri (anche decine di chilometri, in alcuni casi). Queste scariche elettriche, quindi, giungono ad abbattersi in un luogo dove non solo non sta piovendo, ma magari splende anche il Sole, da cui l’espressione, a rigor di logica impropria ma tutto sommato efficace, di “fulmini a ciel sereno”, che ben rende conto di quanto ci si possa trovare in pericolo anche quando si ha la percezione di trovarsi al sicuro. Fra i fulmini nube-suolo, questi di tipo positivo sono assai meno frequenti (ma neanche così rari) rispetto ai fulmini negativi (quelli che partono dalla parte inferiore della nube, carica negativamente, e si abbattono nella zona di suolo carica positivamente, quella sotto al temporale stesso, o comunque a distanze molto più brevi da quest’ultimo), e soprattutto sono molto più potenti, ovvero portatori di una carica elettrica molto più alta. Sono, quindi, doppiamente pericolosi (da cui il titolo dell’articolo, “il peggior lampo di una tempesta”), vista la bassa percezione del pericolo proprio rispetto alle scariche di più alta potenza.
Questo ci insegna che quando avvertite, ANCHE IN LONTANANZA, il brontolio del cielo, o comunque è in corso attività temporalesca seppur a grande distanza, anche se vi trovate sotto a una porzione di cielo sgombro da nubi e siete in pieno Sole, NON siete affatto al sicuro, tutt’altro, siete nella zona che può essere interessata dai fulmini più potenti, seppur meno numerosi!
2) il ragazzino, una volta giunto in ospedale e ricoverato in osservazione con importanti lesioni, fortunatamente è stato dichiarato non in pericolo di vita, e si è salvato per 2 motivi.

Ucciso da un fulmine l'imprenditore Alberto Balocco
Un fulmine ha folgorato l’imprenditore Alberto Balocco e un suo amico mentre erano in bicicletta

Primo, perché nel momento in cui è caduto il fulmine (che, plausibilmente, non lo ha colpito direttamente, ma indirettamente attraverso il suolo, altrimenti il pargolo non avrebbe avuto scampo) il ragazzo non si trovava a contatto né nelle immediate vicinanze dell’acqua: se si fosse trovato in mare, o anche sulla sponda di quest’ultimo, sarebbe stato colpito da una corrente di intensità molto maggiore, e non sarebbe sopravvissuto.
Secondo, perché è stato immediatamente soccorso con le tecniche di rianimazione cardio polmonare, grazie alla fortunata coincidenza che il padre è un operatore sanitario, e che nei paraggi era casualmente presente un’infermiera.
Questo ci insegna, rispettivamente, in primo luogo a evitare COME LA PESTE la vicinanza con l’acqua – mare, lago o piscina che sia – quando in cielo, come detto anche a distanza, sia in corso un temporale (fermo restando che anche nel resto degli ambiti all’aperto il pericolo resta alto, per cui è importante trovare un riparo), e in secondo luogo quanto sia importante conoscere le pratiche di PRIMO SOCCORSO, per poterle mettere in atto immediatamente (una persona colpita da un fulmine NON rimane “carica elettricamente”, e può essere maneggiata senza correre alcun rischio!), guadagnando minuti che possono essere vitali, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.
3) senza nulla togliere alla gravità degli impatti che rovesci, piogge torrenziali e nubifragi, quando vengono scaricati al suolo dalle nubi temporalesche, hanno sul territorio (effetti in merito ai quali, intendiamoci, è cruciale prestare estrema attenzione e conoscere bene le norme di comportamento), il più temibile pericolo associato ai temporali è rappresentato dai FULMINI, e bisogna averne PAURA, premurandosi di mettersi al riparo per tempo, mettendo in pratica quelle norme di auto protezione che, a loro volta, è fondamentale assimilare in tempo di pace, su come evitare luoghi e situazioni in cui si è più esposti a questo pericolo, nonché su alcune fuorvianti false credenze da fugare (link nei commenti a un post in merito). Quel ragazzino può considerarsi un miracolato, una giornata in spiaggia con la famiglia poteva tramutarsi in una tragedia immane, per un temporale distante molti chilometri, è questione di un attimo. Il fulmine, per sua natura, è un fenomeno violento, sempre, e dove colpisce ha effetti sicuramente deflagranti. Bisogna avere un sano terrore dei fulmini.
4) questa informazione non è nell’articolo, ma ve la aggiungo io: quel giorno su tutta la Galizia era stata diramata, dall’Agenzia meteorologica nazionale spagnola, un’allerta GIALLA  per temporali, e infatti ci sono state zone in cui non è caduta una goccia d’acqua (né un fulmine), e zone in cui, al contrario, ci sono stati forti rovesci di pioggia, accompagnati da intensa attività elettrica (quasi 2000 fulmini registrati complessivamente in tutta la comunità autonoma, ma ovviamente non distribuiti in modo omogeneo) e da raffiche impulsive di vento (l’altro fenomeno tipicamente associati ai temporali). Il codice colore giallo associato ai temporali, rendendo conto di fenomeni che si distribuiscono sul territorio in modo molto irregolare, non corrisponde quindi affatto a un’allerta “poco grave”, bensì a un’allerta “grave ma locale”, cioè a fenomeni che non riguarderanno a tappeto tutto il territorio, anzi in molte zone neanche si presenteranno, ma laddove colpiranno (ed è IMPOSSIBILE sapere in anticipo il luogo e l’ora esatte, nell’ambito di un’area più vasta alla quale si può riferire la probabilità di temporali in sede previsionale), lo faranno in modo anche intenso o violento, con alto pericolo quindi per le vite umane. Questo concetto è fondamentale. Quando si parla di temporali, l’allerta gialla non è assolutamente più lieve di quella arancione, riguarda solo una scala più locale, e va quindi tenuta in estrema considerazione, da un lato senza gridare al “falso allarme” se poi il nostro comune non viene colpito (visto che era insito in quel codice colore, che i fenomeni avrebbero riguardato solo alcune località e non altre) e dall’altro senza abbandonarsi a isterismi tipo “qui ha fatto un macello e l’allerta era solo gialla” (visto che, come detto, una segnalazione per temporali è per definizione quella di fenomeni localmente anche molto intensi).

Gli incidenti a causa di un fulmine o dei fulmini nel corso di questa stagione sono stati molti.

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