Una montagna sempre più frequentata, ma non sempre rispettata. È il dibattito che torna ad accendersi dopo l’ennesimo episodio di degrado segnalato al Rifugio Zilioli, sul Monte Vettore, dove ancora una volta sono stati trovati rifiuti abbandonati all’interno e nelle immediate vicinanze della struttura.
A denunciare la situazione è Simone Alessandrini, escursionista esperto e membro del CNSAS, che ha condiviso un video selfie sulla propria pagina Instagram, successivamente rilanciato anche dalle pagine Rifugi d’Italia e Neve Appennino.
Nel filmato Alessandrini documenta la sua salita sul Monte Vettore e mostra il contenuto del proprio zaino, riempito con i rifiuti raccolti lungo il percorso e nei pressi del bivacco.
“Oggi ho deciso di salire sul Monte Vettore e, come sempre, ho deciso di salire per verificare che fosse tutto a posto. Puntualmente ho trovato immondizia”, racconta.
Non si tratta però di un episodio isolato. Lo stesso Alessandrini ricorda che solo pochi giorni prima alcuni volontari avevano riportato a valle una busta piena di rifiuti, mentre un altro escursionista, il suo amico Riccardo, aveva già recuperato un ulteriore sacco di spazzatura trovato all’interno del bivacco di emergenza.
Anche questa volta il bilancio non è stato diverso: bottiglie d’acqua vuote, confezioni di tonno, Simmenthal e perfino cartoni di vino Tavernello sono finiti nello zaino dell’escursionista durante la discesa.
Il dibattito sulla montagna per tutti
A colpire non è soltanto la presenza dei rifiuti, ma il significato che questi episodi assumono per chi vive e frequenta la montagna con costanza.
Nel suo intervento, Alessandrini affronta direttamente una delle questioni più discusse negli ultimi anni: la crescente accessibilità della montagna e l’aumento delle presenze sui sentieri.

Simone Alessandrini è salito al Rifugio Zilioli, dove ha trovato nuovamente la struttura invasa dall’immondizia. Un fenomeno sempre più frequente. La foto mette in evidenza uno zaino pieno di plastica e rifiuti
“Mi è stato detto che la montagna non è elitaria. Assolutamente no, non è elitaria”, spiega.
Poi aggiunge una riflessione destinata a far discutere:
“Ma se devo scegliere tra una montagna elitaria e persone che trattano un bivacco in questo modo, senza il minimo rispetto per la montagna e per chi cura questi luoghi, allora preferisco una montagna elitaria, dove questa gente rimane a casa ed evita di sporcare e arrecare disturbo a luoghi che meriterebbero rispetto, silenzio e tutela”.
Parole forti che non rappresentano una chiusura verso chi si avvicina all’escursionismo, ma una denuncia verso quei comportamenti che rischiano di compromettere ambienti fragili e difficili da preservare.
Il caso del Rifugio Zilioli
Il Rifugio Zilioli è già finito al centro di diverse segnalazioni negli ultimi anni. Nonostante si tratti di una struttura relativamente nuova e completamente rinnovata, il problema dell’abbandono dei rifiuti continua a ripresentarsi con una frequenza che preoccupa escursionisti e volontari.

Rifugio Tito Zilioli nuovamente invaso dall’immondizia: lo sfogo di Simone Alessandrini . Foto di PIERLUIGI GIORGI
Ogni sacchetto lasciato all’interno del bivacco o lungo i sentieri deve infatti essere recuperato da chi frequenta la montagna con senso civico, aumentando il lavoro di manutenzione e tutela svolto da associazioni, volontari e appassionati.
Una situazione che riapre una domanda sempre più attuale: il crescente successo del turismo outdoor sta portando più consapevolezza verso la montagna oppure sta contribuendo a snaturare luoghi che dovrebbero essere protetti?
Mentre il dibattito continua, sul Monte Vettore resta l’immagine di uno zaino pieno di immondizia riportata a valle da chi, ancora una volta, ha scelto di lasciare la montagna un po’ più pulita di come l’ha trovata.





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