I treni della neve e le navette, così veniva raggiunta la stazione di Ovindoli fin verso la fine degli anni 50

I treni della neve, dalle documentazioni storiche si evince come l’altopiano delle rocche tutto ma anche il comprensorio sciistico di Ovindoli fosse molto frequentato dai turisti.

TRENI DELLA NEVE, NAVETTE, COSI’ VENIVA RAGGIUNTO IL COMPRENSORIO DI OVINDOLI FINO ALLA FINE DEGLI ANNI 50

Ovindoli Monte Magnola, ma in generale anche il paese sottostante, è da sempre una delle mete turistiche principali dell’intero Appennino. Questo è dovuto in prevalenza all’ubicazione che il territorio detiene, per certi versi a metà strada tra due grandi città come Pescara e Roma.

A collegarle da sempre l’autostrada, ma anche la rete ferroviaria, che nel dopoguerra veniva utilizzata da centinaia di turisti. Il territorio dell’Altopiano delle Rocche era molto frequentato, in particolare dalle persone che amavano recarsi nel vicino Abruzzo per godersi un paesaggio da sogno e davvero tanta neve.

Il territorio di Ovindoli era facilmente raggiungibile per le vie autostradali già negli anni successivi al 1930, ma a supporto di questa era presente una rete ferroviaria capace di venire incontro alle esigenze turistiche.

I treni della neve, così venivano definiti, ed erano quelli che dalle grandi città del centro Italia partivano alla volta dell’Abruzzo. La fermata si trovava a celano, qui i turisti scendevano sci in mano e poi trovano a disposizione delle navette che li accompagnavano fin verso il territorio marsicano.

Angelo Donato Tirabassi, docente e senatore, nel 1959, su spinta convinta da parte di Italo Magrini, importante documentarista di Avezzano, capendo le importanti potenzialità della località del Monte Magnola decise di sfruttare le risorse ambientali per la costituzione di una importante stazione sciistica.

Fu costituita allora una società, (Valorizzazione Turistica Velino Magnola) con un capitale iniziale di appena £. 1.600.000 e 16 soci. Inizialmente, come riportato anche nella sezione di storia del sito della Ovindoli Monte Magnola, il pensiero era quello di costruire sul versante meridionale della montagna, ma il versante ovindolese aveva più potenzialità di sviluppo economico soprattutto. 

Ovondoli Monte Magnola, seggiovia monoposto inverno 1973

Ovondoli Monte Magnola, seggiovia monoposto inverno 1973. FOTO MARCO TOPAI

Gli anni 70/80 furono sempre più in crescendo, tanto che proprio in quegli anni ci furono i maggiori investimenti economici. Un grande investimento fu fatto anche sulla comunicazione, con hotel, alberghi e molte altre strutture che investivano sul turismo non solo proveniente dalle grandi città ma anche dall’estero.

I treni della neve, così definiti allora, oggi non vengono quasi più utilizzati sebbene la tratta per Celano da Roma, ad esempio, è ancora attiva e oggi viene utilizzata in particolare dalle persone fuori sede che nel fine settimana fanno rientro nelle località montane.

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