Tragedia Vettore: il ‘grazie’ della sorella ai soccorritori

Tragedia Vettore. La montagna era la sua vita, ma è proprio lì che Marco Stortoni ha trovò la morte. L’uomo aveva 58 anni e non perdeva mai l’occasione per avventurarsi tra boschi e sentieri, armato di macchina fotografica e tanta voglia di scoprire nuovi posti, lontano dal caos della vita urbana.

Il 23 febbraio Marco Stortoni precipitò in un canalone impervio e difficile da raggiungere a 2 mila metri di quota, fu individuato da un drone e recuperato dagli uomini del Soccorso Alpino.

Tragedia Vettore

Tragedia Vettore: la vittima, Marco Stortoni

Ieri Roberta Stortoni, la sorella della vittima, ha postato sul proprio profilo Facebook un messaggio di ringraziamento a coloro i quali non si sono risparmiati e che hanno fatto il possibile per ritrovarlo.

Più di un mese…
Tanto ci ho messo a dire questo Grazie.
40 giorni e un nuovo addio.
Nel mezzo tutto e niente.
Il mio ultimo, ma non in ordine di importanza, grazie è per tutti coloro che il 23 febbraio corsero da Marco. E lo faccio oggi, con un nuovo dolore nel cuore… perché lo sconforto non deve vincere e per questo ho bisogno di attingere al bene che, spesso silenzioso, ci vive accanto, ci sfiora inconsapevolmente. Esiste.
Di quella notte tutti ricorderemo per sempre qualcosa. Il buio del mio cuore, però, lo conosco davvero solo io. Eppure, insieme, convive la luce. Quella degli elicotteri, delle torce, dei fari di chi cercava Marco senza risparmiarsi e che, in quelle ore, lo chiamava fratello al pari mio, anzi, con più forza e più diritto di me che me ne stavo a casa, “semplicemente” ad aspettare. Uomini che non si sono risparmiati, che hanno fatto l’impossibile per trovarlo e che ce l’hanno riportato a casa, con la cura che avrebbe avuto una madre…
Tante volte ho pensato a cosa muove queste persone. Cosa le spinge a darsi così totalmente agli altri, senza aspettarsi niente…e quella risposta non l’ho trovata se non in un sentimento tanto folle quanto potente che si chiama ALTRUISMO.
Quelle persone, probabilmente, non le conoscerò mai. Magari mi passeranno accanto e ci ignoreremmo. Magari ci manderemo a quel paese incrociandoci in auto.
Eppure quelle persone esistono, partono al primo segnale, non si risparmiano e quasi sempre salvano.
La storia di Marco è finita nel peggiore dei modi…ma sarei ingiusta se non vedessi, parallelo alla tragedia, l’ultimo grande regalo di mio fratello: l’amore.
Amore per la natura, per l’alba, per la libertà, per le persone. Per la vita.
Occhi follemente innamorati della bellezza e di quella montagna che fa sembrare piccole le cose degli uomini ed ancora più immense le cose dell’Universo. Anima limpida che si raccontava davvero solo nelle sue fotografie e nelle passioni che amava condividere.
Ho perso tanto quella notte. Tutta intera una parte di me. Ma ho trovato pezzi di cuore nuovi con cui ricucire il mio.
Secondo il Talmud esistono al mondo 36 Giusti, inconsapevoli del loro ruolo. Ed è grazie ad essi il mondo continua ad esistere.
Io non so quanti fossero quegli uomini lassù ma di certo erano Giusti.
… e per questo posso dire, con certezza, che quella notte la morte non ha davvero vinto.
Grazie ad ognuno di loro. Ovunque essi siano
“.

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Tragedia Vettore: il ringraziamento della sorella della vittima ai soccorritori