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Le calde giornate primaverili che nell’ultimo periodo stanno interessando la nostra Penisola, stanno portando al risveglio delle vipere sulle nostre montagne appenniniche.

Secondo alcuni guardia-parco, le prime sarebbero già state avvistate nei giorni scorsi.

Si tratta di un fatto assolutamente naturale per il periodo, ma che non deve assolutamente essere sottovalutato da coloro che, nelle giornate di sole sono soliti avventurarsi nei boschi o nei rilievi habitat naturale di questi animali.

La vipera generalmente non risulta aggressiva, ma tende a scappare e difendersi se si ritiene disturbata.

Ricordiamo che, sulle nostre montagne appenniniche, la vipera è molto presente e si suddivide in due specie.

La vipera aspis: diffusa sia sulle Alpi che sugli Appennini, generalmente risiede in luoghi caldi e asciutti , solitamente fugge se importunata.

Vipera Ursinii o vipera degli Orsini, è particolarmente presente nell’Appennino abruzzese e in quello umbro-marchigiano. Questo esemplare si trova, in particolare, sul Gran Sasso.

La vipera aspis come accennavamo precedentemente è presente in collina e in montagna, è possibile riconoscerla perché gli adulti presentano una lunghezza inferiore agli 80 cm, mentre i giovani, che hanno una colorazione molto simile a quella degli adulti presentano, a loro volta, una lunghezza massima di circa 20 cm.

Alcune caratteristiche della vipera, permettono agli appassionati ma anche ai curiosi e conoscitori di riconoscerla facilmente. Essa presenta un capo triangolare, distinto dal collo, muso squadrato con con apice rivolto in alto, pupille verticali, piccole squame del capo, coda corta e un corpo massiccio.

Ricordiamo che la vipera aspis o la vipera comune è presente un po’ in tutti i territori in maniera diffusa e fin sui 2500 metri di quota.

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Le uova non vengono deposte all’interno del suolo, ma trattenute nel ventre materno fino alla schiusa. La madre si espone al sole, mantiene le uova a temperature convenevoli e poi si sviluppano.

Il morso della vipera: 

Se ne sentono molte riguardo il morso della vipera, alcuni addirittura gli attribuiscono un grado di pericolosità che spesso non corrisponde alla realtà.

In realtà, in media, per un morso di una vipera si registra in gran parte dei paesi europei un decesso circa ogni 1-5 anni. Un numero piuttosto basso rispetto agli individui che annualmente vengono morsi.

Sintomi:

Naturalmente attraverso i propri denti la vipera è in grado di lasciare il segno provocando un arrossamento dell’area interessata, gonfiore, formicolio e dolore al quale va ad aggiungersi un colore bluastro della cute inizialmente localizzato nella zona circostante al morso stesso, ma che poi si diffonde anche altrove.

Nell’arco di circa un’ora possono cominciare ad avvertirsi segnali di vomito e nausea, dolori muscolari, diarrea, arresto cardiocircolatorio, schock e perdita di coscienza.

Difficilmente il morso dell’animale si rivela fatale, se applicate delle corrette applicazioni di primo soccorso. C’è da dire però, che la gravità del morso dipende anche dall’età, dal peso corporeo dalle condizioni generali dello stato di salute di una persona, dalla profondità del morso e dalla quantità di veleno che l’animale con il morso è riuscita ad iniettare.

La quantità di veleno mortale per un uomo in buona salute è circa il doppio della dose media iniettata con il morso.

Approfondiremo poi la situazione nel numero di Aprile del nostro magazine, dove parleremo della vipera in maniera più approfondita.

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