News
tempesta di sabbia sui Pirenei

Una tempesta di sabbia incredibile sui Pirenei regala delle emozioni sensazionali a degli sciatori che hanno girato un video eccezionalmente raro.

TEMPESTA DI SABBIA SUI PIRENEI, SI SCIA SULLA SABBIA DEL SAHARA

Un forte anticiclone africano nei giorni scorsi ha interessato parte dell’Europa causando una ondata di caldo eccezionale per il periodo.

Temperature al di sopra delle medie stagionali accompagnate da un pesante pulviscolo di sabbia, hanno raggiunto l’Europa occidentale regalando degli scenari un po’ insoliti per le nostre latitudini.

Nevicate anche abbondanti hanno interessato tutta la catena dei Pirenei, ma anche dell’arco alpino dove sono state scattate delle immagini che ritraevano il manto nevoso al suolo colorato di rosso.

A tal proposito proprio dai Pirenei sono state scattate delle immagini e dei video che ritraggono quella che è stata la situazione dei giorni scorsi.

Nel video sono presenti degli snowborder che praticano l’attività sulla neve fresca ricoperta di polvere del Sahara. Le immagini in queste ore stanno facendo il giro del mondo, perchè le polveri trasportate dalle correnti di aria calda provenienti dal deserto sono state riversate al suolo grazie alle precipitazioni in questo caso nevose.

METEO PER I PROSSIMI GIORNI IN APPENNINO

Nei prossimi giorni le condizioni meteo in Appennino presenteranno ancora una volta un tempo tutto sommato stabile e soleggiato, sebbene non si avranno degli eccessi di temperatura come nel corso della oramai appena trascorsa settimana.
Sarà una settimana in media con le temperature solite della terza decade di marzo, ma come ripetuto precedentemente senza eccessi.

La primavera con molta probabilità, almeno osservando il medio-lungo termine, seguirà con assenza di precipitazioni e siccità e quindi senza che vi siano delle perturbazioni organizzate capaci di giungere sulla nostra Penisola.

Continuerà pertanto il grande deficit di piogge che causerà problematiche a questo punto anche nella prossima estate.

A tal proposito di seguito il post redatto dal noto meteorologo, Lorenzo Catania, che ha parlato nella sua bacheca Facebook proprio di questo argomento:

 

Sta piovendo troppo poco; ce ne rendiamo conto tutti, che piaccia o meno.
Questo porta problemi numerosi che sarà difficile gestire nei prossimi mesi e chissà per quanto altro tempo ancora.
Proviamo a descrivere i più significativi:
– Sulle Alpi e l’Appennino ha nevicato davvero poco quest’inverno, se non per niente.
La neve in montagna rappresenta quella riserva di acqua che lentamente in primavera fluisce nei torrenti e nei rii che poi vanno ad alimentare i fiumi veri e propri.
– L’acqua derivante da questa fonte è fondamentale per l’agricoltura e l’allevamento, sotto vari aspetti. Ed una sua carenza rischia di mettere in crisi le filiere tra aumenti dei prezzi (già a rischio per il lievitare di quelli di gas e combustibili fossili) e possibili fallimenti di aziende medio-piccole, cassa integrazione e quant’altro.
– Allo stesso modo è fondamentale per la produzione di energia, in particolare idroelettrica, che nel nostro Paese copre il 35% delle fonti rinnovabili. Negli anni ’80-’90 abbiamo già vissuto il razionamento della corrente elettrica, soprattutto nei mesi estivi quando la domanda è nettamente superiore rispetto al resto dell’anno in alcune fasce orarie.
– Dal punto di vista ambientale in senso stretto la carenza di acqua significa diverse cose:
a) sofferenza della flora, e di conseguenza della fauna;
b) terreno duro, impermeabile, che al primo forte temporale può portare a pericoli significativi per il ruscellamento da alture, boschi e terreno urbanizzato;
c) picchi di temperatura estremamente elevati durante il periodo più caldo dell’anno, perché il terreno asciutto ha una capacità termica minore e quindi tende a scaldarsi o raffreddarsi molto più velocemente di un terreno umido, quando sollecitato.
Abbiamo avuto un esempio all’inizio di questa settimana, quando durante la notte (quindi in fase di raffreddamento del suolo) la temperatura nelle zone di pianura fra Veneziano e Trevigiano ha toccato picchi di -7/-8°C, nonostante l’assenza di neve al suolo e la stagione avanzata. Sono valori estremamente bassi, se rapportati a tutti gli altri indicatori presenti sul momento.
d) brezze particolarmente intense, anche in conseguenza del punto precedente. Ed il vento non fa altro asciugare ulteriormente il terreno.
Insomma, tutto parte da quello che non ha fatto nel periodo appena trascorso, e che continua a non fare.
Capite quindi che – anche se fastidiose – c’è bisogno delle giornate fredde, ventose e piovose durante i mesi centrali dell’inverno, perché si traducono in tanta neve sulle montagne. Oltre a creare i presupposti per l’alimentazione delle falde fanno girare l’economia (montana e non solo, per i punti elencati precedentemente) con tutte le conseguenze del caso, a cascata.

Anche la tempesta di sabbia solitamente a queste latitudini non è proprio un evento consono.

Related Posts