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Un serpente in auto non è un'esperienza particolarmente piacevole

Serpente in auto, cosa fare?

Trovarsi un serpente in auto non è certamente un’esperienza piacevole, soprattutto se il rettile dovesse sbucare all’improvviso.

Un serpente in auto non è un'esperienza particolarmente piacevole

Ed è ciò che è accaduto ad un uomo in provincia di Messina che, giorni fa, ha notato un lungo serpente in auto (un biacco), più precisamente sul parabrezza. La foto è stata pubblicata sulla pagina Facebook Identificazione Anfibi e Rettili.

Durante la stagione estiva è molto comune incontrare serpenti in auto, box, cantine, soprattutto serpenti comuni presenti in Italia: biacco, orbettino, natrice, ecc. Nessuno di questi animali è velenoso o pericoloso per l’uomo anzi, svolgono un’ottima funzione di ‘derattizzazione’ e contenimento di roditori indesiderati.

In caso di rinvenimento di questi animali, basterà non infastidirli, non avvicinarsi e consentire loro di allontanarsi liberamente in modo da tornare nel loro habitat.

Il serpente in auto è un biacco

Il serpente in auto in questione è un biacco, nome scientifico Hierophis viridiflavus, serpente non velenoso e quindi non pericoloso, appartenente alla famiglia dei Colubridi. Lo si trova frequentemente nelle campagne e nei giardini assolati.

Questa specie predilige, infatti, ambienti ricchi di luce e particolarmente secchi. Questo serpente è distribuito in Europa meridionale, dalla Spagna alla Croazia e, per quanto riguarda il nostro paese, è presente in tutta la penisola e anche in Sicilia e Sardegna.

Si tratta di una specie abbastanza riconoscibile, perché ha un corpo molto lungo che può raggiungere anche i 150 centimetri. Ha colori bruno/nero, oppure verde/nero ed è punteggiato da piccole macchie gialle, che possono diventare trasversali o longitudinali.

Il ventre, invece, può essere bianco-giallastro o grigiastro. In alcune zone del suo areale si sono diffuse popolazioni melaniche dai colori molto più scuri. Il Biacco non ha un habitat preferito rispetto agli altri.

Lo si può infatti incontrare tanto in zone umide e paludose tipici degli ambienti igrofili, quanto in ambienti secchi e ben soleggiati, e persino negli aridi e riarsi fondali delle fiumare del nostro Sud Italia, oltre che tra pietraie e rocciosi.

Il Biacco è un buon competitore di altri Colubri quali le Bisce d’Acqua (Natrix sp.), e non è infrequente trovarlo a caccia presso fiumi, paludi, ruscelli o laghi.

Adora occupare tane di piccoli mammiferi di cui si è precedentemente cibato, ma se deve costruire una tana da zero, preferisce farlo su terreni sabbiosi, tanto meglio se in un ambiente occupato dall’infestante Poligono del Giappone (Reyunotria japonica), oppure Spirea japonica.

É poi ben presente tra i prati ed i boschi non fitti, e spesso viene a far visita ai nostri giardini, forte del richiamo di topolini, ratti, ghiri o altri piccoli mammiferi che sempre più spesso popolano i nostri pollai, stalle, cantine o garage, o anche solo da scarti di carne abbandonati nei bidoni delle immondizie.

Risulta essere un buon cacciatore di topi nei campi di mais, carciofi o altri ortaggi, perciò non andrebbe mai ucciso per non interrompere questa preziosa catena alimentare. Insomma, anche se dovessimo incontrare un serpente in auto, non facciamogli del male.

In montagna lo si può incontrare frequentemente fino attorno ai 1500 metri, più raramente fin verso i 2000/2500 metri. Adora i muretti a secco, e comunque i muraglioni con pietre non cementate, dove ricava le sue tane tra i gli interstizi delle pietre.

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