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Ricorderete sicuramente, in occasione delle grandi nevicate che hanno investito l’Abruzzo durante il mese di Gennaio, le tantissime slavine staccatesi, nei giorni successivi, sulla catena del Gran Sasso. In particolar modo tre furono le valanghe che più di tutte hanno attirato l’attenzione: la prima ha avuto una lunghezza di 2 chilometri e un fronte di 80 metri, la seconda presentava anch’essa un fronte di 80 metri e sradicò alcuni tralicci dell’Enel e la terza, quella più vasta, che il 18 Gennaio interessò il Monte Portella e che ha pressoché totalmente cancellato almeno 150 metri di bosco lungo il suo percorso.

Nell’immagine sottostante possiamo proprio osservare questa frana che dal Monte Portella è scesa a valle, di fatto trascinando via con se ogni cosa. Si può notare distintamente nella foto perché è la slavina più grande ed estesa.

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Ci teniamo tuttavia a sottolineare che in entrambe le immagini (in quella sottostante siamo sul Pizzo Cefalone) sono osservabili una serie di slavine (alcune di piccole dimensioni, altre di media grandezza) tutte collegate alle grandi nevicate che hanno interessato queste zone durante il mese di Gennaio, considerando anche che in alcuni settori del Gran Sasso (in particolar modo il versante occidentale e meridionale della catena montuosa) si sono registrati accumuli nevosi localmente superiori ai 200 cm.

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