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Partiranno ad Aprile i lavori per la sistemazione della Torre Medicea, a Santo Stefano di Sessanio, distrutta in occasione del forte terremoto che ha colpito queste zone nel 2009. La Torre Medicea, eretta esattamente sul punto più alto del Paese, offre un panorama che spazia dalla valle del Tirino alla valle dell’Aterno, passando per la catena montuosa del Sirente e quella della Maiella. Si tratta di elemento architettonico davvero molto antico, simbolo del borgo nonchè la sua rappresentazione. Venne purtroppo distrutta parzialmente durante il sisma che otto anni fa colpì il Centro Italia e ad ora ne è stata ricostruita solo la sagoma con una struttura metallica. Fortunatamente, grazie alla collaborazione tra il Comune di Santo Stefano, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere e il Segretario Regionale MiBACT per l’Abruzzo sarà ora possibile riammirare questa bellissima Torre in tutto il

Torre Medicea
Santo Stefano di Sessanio: ad Aprile il recupero della Torre Medicea distrutta nel terremoto del 2009. Fonte cityrumors.it

sua maestosa bellezza.

La Torre Medicea rappresenta senz’altro il simbolo del territorio e la sua ricostruzione, che inizierà a partire dal mese di Aprile, costituisce un grande stimolo per accelerare quello che è il processo di recupero degli immobili pubblici e privati“, dichiara Paolo Esposito. Tanta, tantissima soddisfazione anche per il sindaco di Santo Stefano, Fabio Santivacca, che dichiara: “a distanza di ormai 8 anni dal terremoto siamo riusciti a raggiungere un traguardo davvero importantissimo, cioè l’avvio dei lavori per la ricostruzione della Torre Medicea, uno dei monumenti simbolo insieme al Castello della Rocca Calascio, in un territorio pieno di cultura e unico per gli scenari che è capace di mettere in mostra“. I lavori, quindi, restituiranno quindi quella che è la singolare bellezza di Santo Stefano,  una testimonianza inequivocabile del suo importante passato, e la Torre con i suoi 18 metri si staglierà nuovamente su uno degli scorci naturalistici più suggestivi di tutto l’Appennino, non solo ovviamente quello abruzzese.

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