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Bambi è un cerbiatto cresciuto in cattività, ora dovrà separarsi dal suo padre adottivo

Bambi è cresciuto in cattività

Bambi, un cerbiatto, è stato trovato due anni fa nel bosco in Valmalenco da Giovanni Del Zoppo. Convinto che la madre fosse morta, l’ha portata via, accudito, cresciuto e ora dovrà separarsi da lui.

Bambi è un cerbiatto cresciuto in cattività, ora dovrà separarsi dal suo padre adottivo

Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia provinciale lo hanno infatti informato che a settembre lo porteranno via: “E’ un animale selvatico, non può vivere in cattività“.

Ne ha dato la notizia in primis ‘La Provincia di Sondrio‘. “Bambi è stato abbandonato dalla mamma – afferma Giovanni Del Zoppo – e io l’ho portato a casa, salvandolo. Da piccolo lo nutrivo con il biberon con il latte delle 70 capre allevate da mia figlia Sara. Poi, man mano che cresceva, con mangimi, piccoli frutti, germogli e mele. É uno della famiglia e le mie nipotine sono legatissime a Bambi, l’ho chiamato così“.

La legge, però, vieta di tenere in cattività la fauna selvatica e gli agenti lo hanno fatto presente al signor Giovanni. “Mi dicono che lo porteranno in un agriturismo della Valtellina, ma qui lo hanno trovato in ottime condizioni di salute. Non lo trovo giusto. L’abbiamo cresciuto noi e fa parte della nostra famiglia. Non gli facciamo mancare nulla. Soffrirà di malinconia lontano da noi e noi lo stesso senza la sua presenza. Anche i turisti di passaggio per raggiungere i sentieri di montagna si soffermano a guardarlo quando è all’esterno della stalla dove abitualmente vive con le caprette“.

Tempo fa un altro Bambi fu sequestrato ad un allevatore

Un altro caso Bambi tempo fa. Allevava in cattività un cerbiatto, ma mentre lo stava caricando in auto per uno spostamento è stato notato da alcuni turisti, che piuttosto sorpresi, si sono premurati di avvisare la Polizia provinciale.

Così il giovane di origini sudamericane che vive da tempo a Domaso è stato individuato e denunciato per furto aggravato; denunciata anche la sua compagna per complicità e, per ricettazione, un amico di Gravedona che si era offerto di tenere l’animale nel momento in cui chi lo aveva allevato aveva dovuto abbandonare la montagna di Garzeno.

Incontrare un animale selvatico in natura, in questo caso Bambi, è un’esperienza unica e indimenticabile, ma proprio l’amore per l’ambiente e chi lo abita deve far sì che alcuni piccoli ma importanti accorgimenti vengano messi in atto.

A volte, quello che umanamente può essere considerato come un salvataggio, è in realtà un male per l’animale proprio perché non sempre la fauna selvatica ha bisogno dell’aiuto dell’uomo.

Se li portiamo via rischiamo di condannarli ad una vita in gabbia. Se si abituano alle cure umane poi non potranno più tornare liberi in Natura. Solo nel caso in cui gli animali fossero in pericolo o visibilmente feriti è necessario intervenire.

Questi animali, apparentemente cauti ed affettuosi nel nostro contatto quotidiano, una volta adulti possono assumere comportamenti impulsivi ed aggressivi con l’uomo stesso, per motivi territoriali e sessuali, provocando anche notevoli danni fisici, risultato del forte stress e di habitat inadeguati come giardini o piccoli recinti.

Per tutte queste ragioni, l’unica cosa saggia da fare è restare lontani, chiamare il Corpo dei Carabinieri Forestali o il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) e lasciar fare agli esperti.

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