Il risveglio dell’orso marsicano

Il risveglio dell’orso marsicano.
Le prime settimane dall’uscita della tana, in primavera, non sono di grande fermento per gli orsi. Sono ancora letargici, mangiano e bevono poco. Tuttavia, l’appetito non si fa attendere e le prime uscite servono loro proprio per acquisire nuove forze.

Orso marsicano

Il risveglio dell’orso marsicano. Foto di Pietro Santucci

Il video straordinario che vi mostriamo è stato girato all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, da Luca Fafone.

Precisiamo che gli orsi possono uscire dalle tane dove passano il letargo anche nelle giornate invernali non particolarmente fredde, ma con l’arrivo della primavera escono definitivamente “allo scoperto” e le femmine hanno qualcuno in più cui badare: i cuccioli. Tra dicembre e gennaio, infatti, le orse danno alla luce da uno a tre piccoli, che alla nascita pesano fino a 500 grammi e che all’uscita dalla tana arrivano a pesare già 2-3 chilogrammi.

PRIMO, NON DISTURBARE
In queste occasioni bisogna dunque prestare molta attenzione e seguire le buone norme di comportamento. Innanzitutto gli orsi non vanno disturbati. Se si ha la fortuna di incontrarli durante una passeggiata non bisogna avvicinarsi, né tantomeno fornirgli del cibo. È sempre bene ricordarsi che sono animali selvatici e come tali vanno rispettati: in natura siamo noi gli ospiti. Piuttosto è bene rimanere a distanze ragguardevoli e osservare gli orsi con binocoli o cannocchiali. E se si teme che l’orso possa essere in pericolo, avvertire i Carabinieri Forestali.

L’uscita dal letargo, soprattutto per le femmine che hanno al seguito i cuccioli appena nati, è un periodo decisamente stressante. Le madri hanno allattato i cuccioli nella tana e hanno bisogno di ricostituire le riserve energetiche. Dovranno poi insegnare ai cuccioli – che resteranno con loro per un paio d’anni – a diventare indipendenti, offrendo loro tutti gli strumenti necessari alla sopravvivenza. Bisogna riconoscere i pericoli (tra cui l’uomo e le strade), conoscere il territorio in cui si muovono e procacciarsi il cibo autonomamente.

Fonte testo: carabinieri.it