Il risveglio dei ricci, veri spauracchi per le vipere

I ricci si sono risvegliati.
Uno dei più simpatici animaletti che si risveglia dal letargo invernale in questo periodo è il riccio, spesso ospite dei nostri giardini, anche se può passare inosservato in quanto animale notturno.

Un tempo la carne di porco spino era ritenuta una prelibatezza, usanza ormai abbandonata fortunatamente. Ad oggi i principali nemici del riccio sono le volpi, cani e puzzole ma soprattutto le automobili.

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I ricci sono lo spauracchio della vipera

Il riccio è un mammifero come abbiamo detto con abitudini notturne, in caso lo vedeste aggirarsi nei dintorni di casa vostra durante il giorno è probabile che abbia qualcosa che non va e necessiti di soccorso, ma fate attenzione al periodo perché da fine aprile a fine settembre potrebbe trattarsi di una femmina che sta allattando. In tal caso vi suggeriamo di cercare fra i cespugli che non ci sia una cucciolata in attesa della mamma.

Cosa mangiano i ricci?

Solitamente comincia a muoversi al tramonto gironzolando alla ricerca di cibo per due o tre ore, per interrompersi e riprendere poi l’attività verso la mezzanotte per qualche ora, si riposa di nuovo e verso il mattino compie l’ultima oretta di escursione.

Per cercare di vedere il riccio che abita il vostro giardino potete posizionare verso sera una ciotola di pane in un punto da cui potete osservare da una finestra. Attenzione però ai gatti che golosoni potrebbero arrivare per primi!!

Individuato dove tiene dimora il vostro amico riccio potete disporre cibo a poco distanza: in questo modo diventerà quasi domestico.

Il riccio è un insettivoro, ma viene praticamente considerato onnivoro, infatti si nutre di qualunque animale riesca a catturare, come lucertole, topi, topiragni e addirittura vipere per questo viene anche considerato l’amico dei giardinieri. Ha un olfatto molto acuto che difficilmente lo tradisce, cosa che può accadere invece per la vista perché non vede a grandi distanze.

Come comportarsi quando troviamo un riccio in difficoltà

Il riccio è considerato un animale selvatico e in quanto tale la legge dice che non è possibile detenerlo né trasformarlo in animale domestico.

È importante però in caso di necessità soccorrerlo, se non ci sentiamo in grado di farlo possiamo prelevarlo, avendo cura di riporlo in una scatola con una borsa dell’acqua calda per garantirgli una normotermia e affidarlo alle cure di un Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS).

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I ricci in difficoltà vanno affidati alle cure di un Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS)

Il letargo

Per prepararsi al letargo nel periodo autunnale mangia a più non posso perché non ha l’abitudine di fare riserve per l’inverno. Quando si sente pronto, il riccio si ritira raggomitolandosi nella classica posizione ad aculei eretti, ci resterà da ottobre ad aprile. Se la temperatura esterna si fa troppo bassanel riccio scatta un meccanismo di autoregolazione termica che fa sì che la temperatura corporea si alzi e si eviti il congelamento. Nel caso il suo fisico non riesca a mettere in atto l’autoregolazione il sistema termico provoca il risveglio riattivando il metabolismo, salvandogli la vita.