Amatrice, il maltempo abbatte la quercia di Sant’Angelo

“Con immenso dolore dobbiamo comunicarvi che questa comunità oggi ha perso uno dei pochi simboli materiali rimasti dopo il terremoto. La bufera di vento di questo pomeriggio è stata fatale alla Quercia di Sant’Angelo, una delle querce più antiche d’Italia. Aveva oltre 600 anni era alta circa 21 metri con una circonferenza di circa 6,6 metri”. Questo il triste post del comune di Amatrice riguardo l’abbattimento dell’albero ultrasecolare.
La quercia di Sant’Angelo abbattuta da un forte temporale

La Quercia di Sant’Angelo (detta anche Cerro di Sant’Angelo) era situata nella frazione di Sant’Angelo di Amatrice, proprio di fronte alla Chiesa campestre della Madonna di Galloro. Si trattava di uno splendido esemplare di quercia (Quercus Cerris), alto più di  21 metri, con una circonferenza di 6,8 metri e un’età stimata in oltre 600 anni. La grande quercia era stata inserita dal Corpo Forestale dello Stato tra gli Alberi monumentali d’Italia, risultando la più grande della sua specie. Nell’anno 2008, la sua maestosità e la sua corteccia scura e tormentata furono celebrate nel Calendario Storico del Corpo Forestale dello Stato.

Le querce sono tutte definite forti, resistenti, capaci di vivere centinaia di anni e di crescere anche decine di metri. Non a caso, fra le frasi d’uso comune, forte come una quercia risulta uno di quei modi di dire che ognuno ha avuto modo di pronunciare, per definire qualcuno e forse più di una volta nella vita. Accanto alla forza, nel tempo altre caratteristiche hanno definito la quercia: la maestà, la resistenza, la prosperità. Ed è fra storia e leggenda che la quercia fu assimilata a una divinità , o quanto meno un albero sacro già dai celti, dagli ebrei e poi dai greci e dai romani, che identificarono o forse dedicarono la quercia rispettivamente a Zeus e a Giove. Solo per tenere conto del nome adottato nelle due grandi civiltà.
La quercia di Sant’Angelo

In quello che è un mix di tutti questi concetti, trova origine l’idea che la quercia rappresentasse il Dio del tuono. È certamente l’albero che più attira i fulmini e sotto il quale è bene non cercare riparo durante i temporali. Lasciando da parte la mitologia, la scienza spiega che il fulmine è attratto, fatalmente, dall’umido che le radici della quercia cercano.