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La processionaria più conosciuta è quella del pino

La più conosciuta è la processionaria del pino

Processionaria.
Con l’arrivo dei primi tepori primaverili aumenta di pari merito anche l’allarme processionaria che, negli ultimi anni, si è diffusa in maniera sempre più rapida e marcata in tutto il territorio Nazionale. La processionaria altro non è che piccoli insetti appartenenti al gruppo dei Lepidotteri, conosciuti comunemente come farfalle.

Si tratta di piccoli ‘bruchi’ molto pelosi che vivono solitamente in gruppi anche piuttosto numerosi, anche se non è raro imbattersi in singoli esemplari.

La più conosciuta è la processionaria del pino, chiamata così perché è solita nidifcare su questo grande albero. Tuttavia non è raro che invada anche altri arbusti come i cedri ornamentali e le conifere, in particolar modo l’abete rosso. Durante la stagione estiva le femmine adulte depongono le uova sui rami più “giovani”, dalle quali poi al termine della stagione escono le larve neonate.

La processionaria più conosciuta è quella del pino

Queste si nutrono essenzialmente degli aghi dei pini e delle foglie di altri alberi e si riuniscono tra loro costruendo sui rami nidi che possono assumere anche dimensioni particolarmente consistenti. Una volta che la temperatura tende ad aumentare dopo i rigori invernali (generalmente tra Marzo ed Aprile) le larve escono dai nidi e scendono dagli alberi come in una sorta di ‘processione‘, raggiungendo successivamente un luogo adatto nel suolo ove interrarsi e formare così la crisalide.

Nello stadio finale della sua crescita, la processionaria è provvista di peli molto urticanti che possono essere trasportati dal vento e depositarsi sulla pelle, oppure essere addirittura respirati. Le reazioni infiammatorie possono risultare anche gravi, soprattutto nei bambini, nei cani e nei gatti.

La processionaria è un pericolo per i nostri animali

I pericoli della processionaria sono, appunto, i suoi peli uncinati di natura urticante: quando il bruco si trova in pericolo – per esempio perché il nostro cane li morde oppure sollecita con il muso e con la lingua – i peli vengono rilasciati nell’aria, e si agganciano alla vittima provocando reazioni immediate a lingua, cute, mucose, occhi e vie aeree.

Come vedremo successivamente, qualora si verifichi questa situazione, è fondamentale agire con tempestività prima che si manifesti la necrosi.

I sintomi del contatto con questo animale si scatenano immediatamente, e possono essere più intensi se il contatto con la processionaria è stato prolungato.

Se il nostro cane è stato all’aperto nel periodo primaverile ed estivo e manifesta uno – o più – dei seguenti segnali, sarà quindi necessario portarlo immediatamente dal veterinario:

• innanzitutto, il cane inizia a salivare abbondantemente;

• spesso, alla salivazione segue il vomito;

• la lingua inizia a ingrossarsi e inizia la necrosi che, in breve tempo, può portare alla perdita di alcune porzioni del muscolo, se non di tutta la lingua;

• anche il muso e la zona attorno alla bocca potrebbero rigonfiarsi e arrossarsi.

Come accennato, in caso di necrosi e caduta della lingua, il cane potrebbe poi non riuscire ad alimentarsi da solo. Tale condizione porta, purtroppo, al decesso. Se il contatto è stato breve, potrebbero non manifestarsi sintomi gravi come rigonfiamento linguale e necrosi, ma il cane manifesta debolezza, rifiuta il cibo e sintomi febbrili.

In presenza dei sintomi sopra indicati, sarà molto importante contattare lo specialista di fiducia, o portare il cane immediatamente al pronto soccorso veterinario.

Inoltre, possiamo mettere in atto un’azione di primo intervento, ovvero lavare immediatamente la bocca del cane con una soluzione abbondante di acqua e bicarbonato di sodio. Il cane, purtroppo, starà provando molto dolore: la raccomandazione, quando si effettua questo lavaggio, è di toccare il nostro animale con molta delicatezza.

Quando si interviene in questo modo, è bene indossare dei guanti per evitare di entrare in contatto con i peli della processionaria che, come abbiamo detto, sono urticanti anche per l’uomo.

Fonte: processionaria.it

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