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Lo sciacallo dorato arriva nel Lazio.
Luca Lapini, esperto della specie a livello nazionale, conferma la prima segnalazione della specie nel Lazio, in Provincia di Latina.

La specie, in rapida espansione negli ultimi decenni dall’Europa orientale, è presente stabilmente in Italia in Friuli, Veneto e Trentino.

Sciacallo dorato
Splendido esemplare di sciacallo dorato. Foto tratta dal profilo Facebook di Canis Lupus Italicus

Negli ultimi anni la specie si sta espandendo verso Ovest (segnalazioni arrivano dal Piemonte) e soprattutto verso Sud, dove lo sciacallo ha superato il Po ed è presente in Emilia Romagna (con prima riproduzione accertata) e Toscana. Oggi la conferma del primo esemplare fototrappolato nel Lazio.
La presenza dello sciacallo dorato nel Centro Italia è da approfondire con ulteriori ricerche, che potrebbero confermare un’espansione più rapida di quanto si pensasse fino ad oggi.

Qui il link con la segnalazione:
https://www.astorefvg.org/forum/viewtopic.php?f=5&t=1184

“Carissimi, vaghi rumors senza dettagli riferiti da colleghi dell’Associazione PLI di Tarvisio sembravano indicare presenze di sciacallo in Lazio.
Così, grazie al Colonnello P. Fedele – Carabinieri Forestali di Parma – che da più di un anno collabora con noi per ricerche sull’espansione di Canis aureus in Italia abbiamo potuto avviare prime verifiche di archivio. Grazie ai suoi uffici, il luogotenente dr Giuseppe Stolfa, Comandante del distaccamento CC biodiversità di Sabaudia, oggi ci ha inviato alcune ottime immagini registrate dalle foto trappole tese al monitoraggio dei lupi nella zona del Circeo (Latina).
Alcune di esse sembravano poter essere riferite allo sciacallo dorato ma attendevano determinazione certa. In effetti in almeno cinque di queste immagini si vede con certezza uno sciacallo dorato eurasiatico, forse lo stesso ripreso più volte nello stesso periodo.
La cosa ha un certo interesse, visto che per ora la specie sembrava essere giunta con certezza a Sud soltanto fino alla zona di Montemurlo in Provincia di Prato.
Da questa località alla zona del Circeo (Latina) ci sono più di 250 km in linea d’aria verso Sud. Si tratta di una distanza superiore alla massima dispersal rate certamente nota per la specie.
I maschi giovani in dispersione possono infatti fare certamente 220 km (dati da radiotracking), forse 400 (ipotizzati misurando la distanza tra gruppi noti e stazioni più periferiche raggiunte da maschi in dispersione).
Questo primo pioniere laziale ripreso ad una così grande distanza dalla località toscana più vicina potrebbe essere spiegato con quest’ultima ipotesi, oppure supponendo che fra la stazione toscana in parola e la zona del Circeo ci siano altri gruppi familiari finora sfuggiti alle indagini.
Dalla nostra esperienza sembra più verosimile spiegare la cosa con un gap di conoscenze di base. Essendo regolarmente confuso con cane volpe e lupo il piccolo canide passa facilmente inosservato, come già verificato in gran parte dell’Emilia Romagna e in tutte le altre regioni già raggiunte dalla sua espansione in Italia.
Grazie davvero ai Carabinieri Forestali, la cui speciale attenzione ha già prodotto molte altre novità faunistiche. Proseguiremo le verifiche, ed esortiamo tutti gli interessati a riguardare con attenzione le immagini di lupi raccolte dalle foto trappole in Italia centrale. Ormai è chiaro che hanno compagnia orientale anche in Lazio”.

Fonte: Canis Lupus Italicus

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