Capracotta celebra la 60ª Pezzata: il 2 agosto a Prato Gentile la grande festa della montagna

Sessant’anni di storia, tradizioni pastorali e identità montana. Domenica 2 agosto Capracotta celebrerà la 60ª edizione della Pezzata, una delle manifestazioni gastronomiche più antiche d’Italia e uno degli appuntamenti estivi più attesi dell’Appennino.

La festa si svolgerà, come da tradizione, nello scenario naturale di Prato Gentile, luogo simbolo della montagna capracottese e sede del Centro federale per lo sci di fondo e lo skiroll.

Non sarà soltanto una giornata dedicata alla gastronomia. La Pezzata rappresenta infatti la storia di una comunità, il rapporto profondo tra Capracotta e la pastorizia e la memoria della transumanza, che per secoli ha contribuito a plasmare il territorio, l’economia e l’identità culturale dell’Alto Molise.

Veduta aerea della Pezzata di Capracotta a Prato Gentile, con visitatori, stand e aree dedicate alla festa della montagna

La Pezzata di Capracotta nello scenario di Prato Gentile, luogo simbolo della montagna molisana. Foto di Giorgio Paglione

Sessant’anni di Pezzata a Capracotta

La prima edizione della manifestazione risale al 1961. Nel corso degli anni non sono mancate alcune interruzioni, comprese quelle determinate dall’emergenza sanitaria durante il periodo del Covid, ma la tradizione è riuscita a superare il tempo e le difficoltà.

«Quest’anno la nostra comunità celebra un traguardo speciale: la 60ª edizione della Pezzata, una delle sagre più antiche d’Italia, simbolo autentico della cultura gastronomica e pastorale di Capracotta», ha dichiarato il sindaco Candido Paglione.

Secondo il primo cittadino, i sessant’anni della manifestazione raccontano molto più di un semplice appuntamento estivo.

«Raccontano l’anima di un paese, il legame profondo con la montagna, con la pastorizia e con quella straordinaria civiltà della transumanza che per secoli ha plasmato il nostro territorio e la nostra identità».

La Pezzata inserita nella guida “Sagre d’Italia” di Slow Food

Il valore culturale della manifestazione è stato riconosciuto anche attraverso l’inserimento nella guida “Sagre d’Italia” di Slow Food, dedicata agli appuntamenti capaci di custodire e tramandare le più autentiche tradizioni popolari ed enogastronomiche italiane.

«È un motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità e il riconoscimento del valore culturale di una festa che continua a emozionare generazioni di capracottesi e visitatori», ha sottolineato Paglione.

Il riconoscimento rafforza il ruolo della Pezzata non soltanto come evento turistico, ma anche come momento di conservazione della memoria collettiva e delle pratiche legate al mondo pastorale.

Il piatto della transumanza

La Pezzata nasce dalla semplicità della vita dei pastori. Si tratta di un piatto preparato tradizionalmente con carne di pecora, cotta lentamente secondo un procedimento tramandato nel tempo.

Una pietanza essenziale, nata durante i lunghi spostamenti delle greggi lungo i tratturi, quando i pastori avevano a disposizione pochi ingredienti e dovevano affidarsi alla propria esperienza.

«È il piatto della transumanza, frutto della sapienza di chi, con pochi ingredienti e tanta esperienza, ha saputo trasformare la carne di pecora in una pietanza dal sapore unico, genuino e inconfondibile», ha spiegato il sindaco.

Un piatto che, ancora oggi, racconta il sacrificio, il lavoro e la condivisione delle comunità pastorali dell’Appennino.

«Racconta il rispetto per una tradizione che continua a vivere attraverso i gesti e i sapori di sempre».

Il 2 agosto la festa torna a Prato Gentile

L’appuntamento è fissato per domenica 2 agosto nello splendido scenario di Prato Gentile, dove migliaia di persone potranno ritrovarsi per condividere una giornata all’aria aperta, immersi nei boschi e nei paesaggi dell’Appennino molisano.

Prato Gentile è uno dei luoghi più conosciuti di Capracotta. Durante l’inverno è un punto di riferimento per lo sci di fondo, mentre in estate diventa una meta ideale per escursioni, attività sportive e giornate a contatto con la natura.

«Sarà ancora una volta una giornata di festa, di convivialità e di accoglienza, immersi nella bellezza di uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino», ha aggiunto Candido Paglione.

La crisi della pastorizia di montagna

La 60ª edizione della Pezzata sarà anche un’occasione per riflettere sulle difficoltà attraversate dalla pastorizia nelle aree montane.

Negli ultimi decenni il patrimonio ovino si è progressivamente ridotto, mentre allevatori e pastori devono affrontare costi crescenti, difficoltà nella commercializzazione dei prodotti, carenza di manodopera e un progressivo abbandono delle aree interne.

«Sappiamo bene che la pastorizia di montagna sta vivendo una stagione difficile: il patrimonio ovino si è progressivamente ridotto e questo settore sta attraversando una crisi profonda», ha evidenziato il sindaco.

Nonostante queste difficoltà, la Pezzata continua a essere organizzata grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale, della Pro Loco e dei numerosi volontari che ogni anno contribuiscono alla riuscita della manifestazione.

«Mettono a disposizione tempo, energie e passione affinché questa tradizione non venga meno».

Molto più di una sagra

La Pezzata è conosciuta anche come Festa della Montagna e Giornata dell’Ospitalità. Una definizione che descrive il carattere autentico di un evento nel quale Capracotta accoglie visitatori provenienti da diverse regioni italiane.

«La Pezzata è molto più di una sagra: è la Festa della Montagna, è la Giornata dell’Ospitalità, è il momento in cui Capracotta apre le porte a chiunque voglia condividere con noi il gusto delle nostre radici e il calore della nostra accoglienza», ha affermato Paglione.

La manifestazione dimostra come le comunità delle aree interne possano conservare la propria storia e, contemporaneamente, trasformarla in un’opportunità culturale, turistica ed economica.

«È la dimostrazione che una comunità può custodire il proprio passato senza rinunciare a guardare al futuro».

Un patrimonio da consegnare alle nuove generazioni

Celebrare la 60ª edizione significa rendere omaggio ai pastori, ai volontari e a tutte le persone che, a partire dal 1961, hanno contribuito alla crescita della manifestazione.

Significa anche difendere un’identità montana che rischierebbe altrimenti di essere indebolita dallo spopolamento, dall’abbandono dei mestieri tradizionali e dalla crisi delle economie delle aree interne.

«Da sessant’anni celebriamo una tradizione che è diventata patrimonio della nostra comunità. Custodirla significa onorare il lavoro dei nostri pastori, la memoria della transumanza e consegnare alle nuove generazioni un’identità di cui andare fieri», ha concluso il sindaco di Capracotta.

«Vi aspettiamo il 2 agosto a Prato Gentile, per scrivere insieme una nuova pagina di una storia che dura da oltre sessant’anni e che vogliamo continuare a tramandare alle generazioni future».

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