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Pastori maremmani abruzzesi intervengono per scacciare un orso bruno marsicano

Pastori maremmani abruzzesi contro orso bruno marsicano

Giorni fa, nei pressi della riserva naturale Pantaniello (in Abruzzo), un orso bruno marsicano ha tentato di predare un gregge di pecore ma è stato messo in fuga dai pastori maremmani abruzzesi.

Pastori maremmani abruzzesi intervengono per scacciare un orso bruno marsicano

Il VIDEO, girato da un dipendente di un’azienda zootecnica locale, mostra il tentativo dell’orso bruno marsicano di avvicinarsi al gregge, vanificato però dall’intervento di quattro-cinque pastori maremmani abruzzesi.

Una delle caratteristiche dei pastori maremmani abruzzesi è la capacità di reazione di fronte all’estraneo o alla inconsuetudine con mirabile sensibilità nell’identificare ed avvisare casi di pericolo imminente.

Il tipo di funzione strettamente legata alla pastorizia e alla vita pastorale ha fortemente vincolato i pastori maremmani abruzzesi alla cultura e alle tradizioni dei pastori e dei territori di provenienza.

Oggi la loro presenza lavorativa è prevalentemente rintracciabile nelle terre d’Abruzzo dove ancora rimane cospicua l’attività economica di tipo pastorale.

Attualmente, pur mantenendo ancora intatta la loro peculiare e spontanea predisposizione alla difesa dei greggi ed alla loro custodia, sono impiegati nei tempi moderni anche per la difesa di territori, custodia di case e proprietà private e in ambienti in libertà ma a contatto con l’uomo.

La sua proverbiale fedeltà al gregge che rappresenta la sua naturale casa adottiva ha permesso di sviluppare nei secoli una forte autonomia, indipendenza, fierezza e coraggio con grandi capacità di sopravvivenza anche in condizioni difficili e non denuncia mai una stretta dipendenza dall’uomo. 

Pastori maremmani abruzzesi in riserva naturale Pantaniello

La riserva naturale Pantaniello, zona dove i pastori maremmani abruzzesi hanno scacciato un orso bruno marsicano  è un’area naturale protetta situata in Abruzzo, nella provincia dell’Aquila, si estende per un’area di circa due ettari, a tutela di un laghetto noto come Lago di Pantaniello posto a ben 1.818 m s.l.m., nel territorio del comune di Barrea.

Nella comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia, ricca di aree protette, si trova questo caratteristico lago di origine tettonica, risalente all’era glaciale. Il lago di Pantaniello ha una profondità massima di un metro, ma mediamente è di circa 50 cm.

Si trova nelle vicinanze del Lago della Montagna Spaccata, e del Lago di Barrea, da cui passano i due sentieri, con i quali è possibile arrivare a questa riserva, sentieri percorribili solo a piedi.

Lago Pantaniello è un piccolo gioiello per la vista e un grande tesoro per la biodiversità. Nelle sue acque, che in estate arrivano quasi ad asciugarsi completamente per poi risorgere in primavera, oltre al Gambero lacustre, un piccolo crostaceo relitto dell’ultima glaciazione, vivono anfibi rari come l’ Ululone dal ventre giallo e il Tritone crestato.

Raggiungibile solo a piedi con vari itinerari, tutti piuttosto lunghi, è una zona tra le più remote dell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo (situato in protezione esterna e tutelato con apposita Riserva Naturale Statale dal 1972).

Un’escursione dai grandi paesaggi e silenzi che conduce tra maestosi circhi glaciali sotto la cresta della Serra di Rocca Chiarano, tra le vette del Greco (2283 mt), di Rocca Chiarano (2175 mt) e delle Toppe del Tesoro (2139 mt) e ivastissimi sparzi aperti che si percorrono per raggiungerlo.

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