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Pastore abruzzese

Pastore abruzzese fondamentale per proteggere il gregge.
L’esperienza degli allevatori della Maiella e il cammino fatto dal Parco Nazionale per favorire la coesistenza tra grandi carnivori e attività dell’uomo è ancora una volta all’attenzione dei media internazionali.

Cani da guardia del gregge: possiamo imparare dall’esperienza italiana? Questo si chiede la testata web Bauyern24 di Monaco di Baviera su un ampio articolo pubblicato questa mattina. Ne parlerà Monika Köstlin sempre oggi alle 11.05 su Radio Bayern2.

Pastore abruzzese
Cane pastore abruzzese a protezione del gregge. Foto di Simone Angelucci

Il modello che desta grande interesse in Europa (il lupo sta ampliando il proprio areale di distribuzione non solo in Italia, ma in tutti i paesi europei, tra cui la Germania) è quello che rappresenta i nostri 120 allevamenti convivere con una delle più alte densità di lupi al mondo. Non che questo sia scontato, né che per i nostri allevatori non vi siano problemi da affrontare quotidianamente, ma l’incontro tra i dati scientifici del Parco e le voci degli allevatori stessi testimonia che una convivenza non solo è possibile ma, anche, in qualche modo, “esportabile”.

Doris Fenske e Christiane Büld-Campetti hanno raccolto le voci del pastore Mirko Di Francesco di Serramonacesca e del veterinario del Parco Simone Angelucci.
Di Francesco con le sue 600 pecore e otto cani da pastore abruzzesi a guardia del gregge, ha spiegato ai colleghi tedeschi che investire sulla custodia del gregge e su un gruppo ben assortito di cani da guardia gli ha permesso di non avere nessun attacco per anni. “Anche se i cani sembrano completamente rilassati, la loro attenzione non cade mai. Quando i cani si allertano, radunano le pecore e le proteggono attivamente, portandole al di fuori della zona di pericolo“.

Pastore abruzzese
Pastore abruzzese a difesa del gregge. Foto di Simone Angelucci

Il 95 per cento del cibo del lupo sulla Maiella è costituito da cinghiali, cervi e caprioli“, riferisce Simone Angelucci, riportando gli esiti degli studi portati avanti da anni dai tecnici del Parco. Le predazioni sul bestiame avvengono soltanto dove gli allevamenti mostrano particolari vulnerabilità, legate ad una scarsa custodia, che a volte si verifica anche negli allevamenti meglio forniti e abituati ad attuare sistemi di prevenzione idonei. Riconosciamo il grande merito dei nostri allevatori e cerchiamo di sostenerli anzitutto sburocratizzando le procedure di indennizzo, che stiamo migliorando e velocizzando (siamo arrivati a rimborsare a 24 h dalla denuncia del danno) e sostenendoli con sistemi di prevenzione pensati per ciascuna azienda e adattati ad ogni particolare contesto.

L’area della Baviera è interessata dalla presenza di alcuni branchi di lupi che non pochi problemi stanno creando all’allevamento locale e ai quali il governo bavarese sta cercando correre ai ripari. Sarà utile l’esperienza della Maiella?
Intanto, la prossima estate, una delegazione del Parco e di allevatori della Maiella sarà ospite del progetto LIFE LifeStock e porterà un gruppo di cani da pastore ai colleghi del Tirolo austriaco.

Fonte: parcomajella.it

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