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Continuano a giungere importantissime notizie per quel che riguarda il territorio del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Le faggete Vetuste, presenti in un buon numero in queste zone, sono infatti canditate a divenire il primo patrimonio UNESCO della Regione Abruzzo! Da questo punto di vista è tantissimo l’impegno da parte della Regione, che ha favorito in questi ultimi giorni il riconoscimento a Patrimonio Mondiale dell’Umanità le faggete Vetuste del Parco. Ora ci si augura che queste possano presto diventare il primo risconoscimento UNESCO dell’Abruzzo. Stiamo infatti parlando alberi che meglio di altri luoghi raccontano come la natura si sia conservata in modo encomiabile ed unico, ma soprattutto mettono in risalto quella che è l’assenza di interventi antropici, che non ha fatto altro che aumentare il livello complessivo della biodiversità di queste zone. Insomma, un’area dall’elevatissima naturalità.

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In particolar modo sono stati individuati cinque nuclei di faggeta su una superficie complessiva che occupa 937 ettari di terreno; Valle Cervara, Lecce nei Marsi (Moricento), Pescasseroli (Coppo del Principe e Coppo del Morto) e Opi (Val Fondillo e Valle Incino). Tutte zone, queste, che si distinguono per la loro naturalità del territorio e, soprattutto, per la loro collocazione geografica lungo il crinale dell’Appennino. Qui, infatti, possiamo trovare i faggi più antichi di tutto l’emisfero settentrionale (più di 560 anni), con la faggeta della Val Cervara che allo stato attuale è l’unico esempio conosciuto di foresta primaria in Italia! Tutti i siti sopra elencati presentano habitat secolari e ricadono all’interno di aree individuate come “Riserva Integrale” in quella che è la pianificazione della Legge Quadro sulle Aree Protette. Si tratta dunque di luoghi unici , dove trovano dimora anche le peculiari specie faunistiche del Parco, come l’Orso Marsicano ed il lupo, ma anche cervi e caprioli e varie altre specie di Mustelidi.

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