Parco Nazionale d’Abruzzo, messa in sicurezza delle fonti alimentari dopo le incursioni dell’orso

Il Parco Nazionale di Abruzzo ha compiuto negli ultimi periodi numerosi interventi di messa in sicurezza delle aree alimentari, specie quelle dove l’orso è solito fare delle incursioni.

Dal mese di giugno sono state molte le volte in cui, in particolare, l’orsetto figlio di Amarena – Juan Carrito – ha preso di assalto i pollai e le aree dei frutteti creando in alcuni casi molti danni.

Nella foto Juan Carrito figlio di Amarena immortalato dal Medico Fotografo Gianpiero Cutolo

Alberi da frutta, pollai e ovili mal protetti sono una forte tentazione per un qualsiasi orso – opportunista per natura – ed un vero invito a cena per un orso confidente.

Proprio dalle prime incursioni dell’orso avvenute in maggio, il Parco Nazionale di Abruzzo ha cominciato a prendere le prime misure di contenimento.

Spesso le sortite dell’orso nei pollai sono favorite dalla presenza di strutture fatiscenti, che consentono all’orso di non trovare d’innanzi a se alcuna difficoltà nel compiere i suoi “furti”.

Per questo motivo è stato fondamentale anche il lavoro dei guardia parco, che sono il primo punto di contatto con le persone, che raccolgono le testimonianze delle persone e riportano proprio al Parco le problematiche presenti.

Subito dopo viene avvisato il gruppo di lavoro del Parco che si occupa dell’installazione delle misure preventive che si prepara per intervenire.

La routine è sempre la stessa: si svolgono sopralluoghi per censire e valutare le condizioni dei siti da proteggere – si studia dove mettere i pali, come far passare i fili – dove posizionare l’elettrificatore – quale sarà il cancello composto da molle che permetterà l’ingresso del proprietario al pollaio – dove falciare o tagliare rami perché non interferiscano con il circuito elettrico e, contestualmente, si procede all’installazione.
Nel frattempo si raccomanda alle persone di non lasciare altre potenziali fonti di cibo “a portata d’orso” e si invita tutti a raccogliere la frutta sugli alberi.
Tra i tanti interventi fatti, quello più consistente, in due mesi di lavoro, è stata la protezione di un ovile con centinaia di pecore: un recinto grande ed impegnativo, di oltre 400 metri di perimento e circa due chilometri di circuito.
Proteggere orti, pollai e alberi da frutta è essenziale per convivere con l’orso e per proteggere il suo futuro. Richiede l’impegno di tutti: Parco, Istituzioni, Cittadini. Senza buona volontà e azioni concrete limitare il fenomeno degli orsi confidenti è davvero un’impresa ardua.