In bici sull’Everest, Omar Di Felice: “Sento il dovere di dirvi grazie”

Omar Di Felice dopo la conquista dell’Everest in bicicletta.
1294 chilometri e 34586 metri di dislivello. Finalmente Omar è arrivato lassù con la forza delle sue gambe e delle sue braccia. Ma anche della mente e del cuore.
Lassù, da solo, tutto il resto sparisce e ci sono solo la gioia, l’emozione e l’orgoglio per questi 19 lunghi giorni inseguendo un sogno.
Omar, la sua bicicletta e la montagna più alta del mondo. Era uno dei suoi sogni: realizzarlo gli ha lasciato in dote una grande calma interiore più che euforia.

Omar Di Felice

Omar Di Felice dopo la conquista dell’Everest

Quando ho iniziato a praticare questo tipo di sport il mio primo pensiero fu quello di unire tante competenze. Non solo, quindi, gli obiettivi sportivi ma anche la capacità di narrare coinvolgendo il pubblico. Non sono cresciuto nel mito di qualcosa che non si poteva vedere o toccare. Viceversa mi sono sempre emozionato nel leggere i racconti, nel poterne vivere, seppur in parte, la loro essenza.
In questi 19 giorni siete stati la mia fonte di energia supplementare: raccogliere il materiale, raccontarvi i miei pensieri, talvolta i più intimi, è stata una forma di condivisione potente, che a tratti mi ha consentito di superare i momenti difficili.
Non ho mai avuto come scopo, nella vita, quello di “mostrare” i muscoli. Tutt’altro.
Ho tirato fuori le mie fragilità cercando di raccontarvi, invece, la bellezza di un Paese, l’umanità della gente, la durezza della natura in cui sono costretti a vivere.
Amo scrivere, amo fotografare, amo riprendere, amo raccontare tanto quanto amo pedalare nel silenzio dei percorsi che scelgo.
Certo, pedalare a 5000 metri in inverno non è la cosa più semplice del mondo, e in alcuni casi tirare fuori la telecamera è forse l’ultima cosa da fare. Ma è li che subentra la sfida.
Quella di mostrare con sincerità cosa significhi tutto ciò.
Mi avete seguito con passione e dedizione, forse ancor più che in passato e di questo sento il dovere di dirvi grazie.
Senza la vostra passione, i vostri incitamenti e il vostro controllare quel puntino che si sposta sulla mappa, tutto ciò non sarebbe così bello
“.