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Lazio, proclamato stato di calamità naturale per la siccità

‘Celebrazione’ della siccità

Siccità, mai così grave. Oggi, infatti, si celebra la giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità.

Giornata mondiale per la lotta contro la desertificazione e la siccità

Una ricorrenza proclamata il 30 gennaio del 1995 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite mediante la risoluzione A/RES/49/115.

Il suo scopo è quello di far conoscere nuovi modi per prevenire la desertificazione e riprendersi dalla siccità. Ogni anno viene proposto un tema differente.

Secondo le stime del Global Land Outlook, il 70% delle aree libere da ghiacci è stato alterato dall’uomo, con conseguenze dirette e indirette su circa 3.2 miliardi di persone e si prevede che entro il 2050 questa quota possa raggiungere il 90%.

E attualmente circa 500 milioni di persone vivono in aree dove il degrado ha raggiunto il suo massimo livello, ovvero la perdita totale di produttività definita come desertificazione.

In Italia circa il 28% del territorio presenta segni evidenti di desertificazione.

Lo scopo? Mobilitare la volontà politica e le risorse per affrontare il problema, informando e sostenendo azioni di contrasto. Peccato che, dopo tanto tempo, i risultati appaiano ancora piuttosto marginali.

Non si tratta solo di un problema di salute. La siccità colpisce duramente anche l’economia: in meno di 20 anni ha causato nel mondo perdite per oltre 120 miliardi di dollari.

La siccità non esclude nessuno

La Giornata Mondiale contro desertificazione e siccità 2022 ci ricorda ancora una volta che non si tratta di un problema per pochi, ma di una minaccia destinata a colpire sempre più persone e territori.

Basta guardare l’Italia dove la crisi idrica ha raggiunto in questi mesi numeri preoccupanti. Da gennaio a maggio 2022 è caduto il 44% in meno di pioggia, toccando livelli che non si registravano da oltre 60 anni.

E mentre nel Nord Italia compaiono le prime autobotti per la distribuzione potabile e il Po è in estrema sofferenza, l’allarme siccità continua a “guadagnare terreno”.

L’osservatorio ANBI denuncia flussi dimezzati per Arno e Ombrone, minimi storici per il Sentino, il Nera e l’Esino, mentre nel Lazio è iniziato il conto alla rovescia per il razionamento dell’acqua potabile.

Per evitare il futuro previsto dalle Nazioni Unite, governi e imprese devono mantenere le promesse. Ma è anche possibile contribuire su scala individuale.

Innanzitutto mettendo in campo azioni per ridurre gli sprechi idrici e aumentando la consapevolezza sui modi per ripristinare la salute della terra nella propria zona.

O proponendo al proprio comune progetti “pro-terrestri”, incentrati in particolare sull’aumento della biodiversità nei parchi, l’inverdimento dei quartieri, la promozione del consumo di cibo locale, ecc.

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