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Verso un nuovo lockdown nazionale? Richieste misure più stringenti e severe.
Oggi il Comitato tecnico scientifico si riunisce, su richiesta del governo, per valutare l’innalzamento delle misure di contenimento dell’epidemia, che non accenna ad arrestarsi a causa delle varianti. Tra le ipotesi allo studio, chiusure generalizzate nei fine settimana, zone rosse più rigide e il criterio di 250 casi ogni 100mila abitanti per entrare automaticamente in lockdown.

Lockdown
Verso un nuovo lockdown nazionale

La riunione, secondo quanto si apprende, sarebbe stata sollecitata dal governo alla luce proprio del verbale degli esperti di venerdì nel quale gli scienziati hanno espresso “grande preoccupazione” per la diffusione delle varianti e ribadito la necessità di innalzare le misure a livello nazionale e locale.

Varie le ipotesi considerate per consentire l’accelerazione della campagna vaccinale: una super zona rossa in tutta Italia per tre o quattro settimane, (con i fine settimana in lockdown e coprifuoco anticipati, pochissime eccezioni alla mobilità se non per la spesa o urgenze); zona arancione rafforzata oppure soluzioni maggiormente restrittive per il weekend con il coprifuoco anticipato alle 19 o alle 20, magari lasciando fuori dalle restrizioni le Regioni con contagi da zona bianca, per intenderci quelle con con un tasso inferiore ai 50 contagiati ogni 100mila abitanti.

Un nuovo lockdown? “La gente non ne può più”. Parole del professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’Azienda ospedaliera di Padova. “Bisognerebbe farlo una volta per tutte, ma la gente è stufa, non ci crede più”. Sempre Crisanti, riporta il ‘Corriere della Sera’ spiega meglio il concetto: “Rimaniamo così, altrimenti si stressa la popolazione, chiudendo in casa per tre settimane e senza ottenere nulla. Le persone sono sfinite dalle zone”.

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