Morimus asper, il coleottero che predilige il legno morto

Morimus asper. Questo Cerambice, appartiene all’ordine dei Coleotteri. È presente in ambienti forestali e predilige le foreste ben strutturate con abbondante presenza di legno morto.
Il Morimus asper predilige le foreste ben strutturate con abbondante presenza di legno morto. Foto tratte dalla pagina Facebook ENT DEI MONTI ERNICI

Il Morimus asper è tra i coleotteri di maggiori dimensioni presenti sul territorio tant’è che il suo corpo può arrivare a misurare circa 4 cm di lunghezza; esteticamente è caratterizzato da una livrea scura uniforme anche se può presentare sfumature più chiare tendenti al grigio cenere.

Le macchie sulle elitre sono appena percepibili al contrario del suo stretto cugino M. funereus – non presente comunque in Appennino – il quale invece presenta una livrea più chiara e chiazze ben distinguibili. Presenta delle antenne molto pronunciate, le quali nei maschi superano decisamente la lunghezza del corpo arrivando a misurare anche 8-9 cm, mentre nelle femmine queste generalmente arrivano appena oltre al vertice delle elitre.
Esemplare di Morimus asper

Da un occhio poco esperto potrebbe essere confuso con Herophila tristis e Lamia textor, specie dalle quali si distingue comunque per dimensioni e colori;  l’elemento che ne garantisce comunque la certa identificazione in assenza di possibilità di comparazioni dirette è il terzo antennomero (segmento delle antenne), il quale, al contrario delle altre due specie sopra citate, nel M. asper risulta sempre decisamente più lungo del primo segmento.

Lo sfarfallamento degli adulti avviene tra maggio e giugno a seconda delle altitudini. E’ comunque un animale dalle abitudini prettamente notturne quindi abbastanza difficile da rinvenire in pieno giorno.

Il M. asper è diffuso in tutta l’Italia tranne nel Friuli Venezia Giulia dove vive il suo stretto cugino M. funereus, sottospecie originaria dei vicini Balcani.

Come tutti i coleotteri saproxillici, la sua sopravvivenza è direttamente legata ad ambienti forestali che presentano un elevato grado di naturalità, ovvero boschi di latifoglie incolti e caratterizzati da un’ampia disponibilità di alberi maturi e necromassa (alberi marcescenti), habitat purtroppo sempre più rari e costantemente minacciati dallo sfruttamento antropico delle risorse forestali. Per via della sua lenta ma costante diminuzione in termini di popolazione è una specie di elevato interesse e pertanto rientra nei piani di monitoraggio e salvaguardia della Direttiva Habitat.

A tal proposito ricordiamo che è bene segnalare ogni avvistamento di questa specie sul portale InNat nell’apposita sezionedel sito (per la segnalazione è fondamentale scattare almeno una foto all’esemplare rinvenuto e annotare le coordinate GPS).

Fonte: orizzontisimbruini.it