Pericolose fratture e cornici sul monte Meta. Attenzione! Foto straordinarie

Il monte Meta, 2.241 metri sul livello del mare, è una delle maggiori cime dei Monti Marsicani, nell’appennino abruzzese, situata sul confine tra Lazio, Abruzzo e Molise, all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tra i comuni di Alfedena (AQ), Picinisco (FR) e Pizzone(IS).

Le splendide foto di Giovanni Bianchi mettono in evidenza le imponenti cornici e fratture nel manto nevoso, già di suo di considerevole spessore, sulle creste e sui pendii del Monte Meta e ben rendono una situazione che, anche su vaste zone dello stesso Appennino centro-settentrionale, resta davvero critica, dal punto di vista del pericolo valanghe, sia ovviamente in quota che nei valloni e canaloni sottostanti.

Monte meta

Cornici sul monte Meta

Non ci stancheremo mai di ricordarvi di consultare quotidianamente il bollettino ufficiale MeteoMont relativo al pericolo valanghe, anche in virtù dell’ulteriore aumento delle temperature atteso tra oggi e domani. Lo zero termico ancora superiore ai 3.000 m. determina fin dal mattino l’indebolimento delle croste superficiali di un manto nevoso generalmente umidificato soprattutto in corrispondenza degli strati basali.

Monte meta

Cornici sul monte meta

Quando si giunge al cospetto del Mote Meta si rimane incantati e affascinati dalla bellezza del paesaggio. I fianchi boscosi lasciano spazio a verdi campi carsici e ripide pareti rocciose. Un ambiente aspro e selvaggio reso ancora più speciale dal canto delle coturnici e dal volo silenzioso dell’Aquila reale. In vetta il respiro si ferma e il panorama diviene spettacolare. Lo sguardo può spaziare sulle principali catene montuose dell’Appennino e, nelle giornate terse, oltre il Monte Cassino è possibile osservare il mare.

Monte meta

Cornici e fratture sul monte meta

L’area del Monte Meta si caratterizza per la presenza di una particolare concentrazione del Camoscio appenninico. Il Camoscio insieme con l’Orso bruno marsicano ed il Lupo, rappresenta la peculiarità faunistica più preziosa del Parco e dell’intero Appennino e la popolazione presente in queste aree è oggetto da tempo di una particolare attenzione da parte del servizio scientifico, volta alla sua salvaguardia. Durante il periodo estivo pertanto il percorso può essere regolamentato e non di libero accesso.