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L’Aquila Reale o Aquila Chrysaetos è un rapace imponente e maestoso capace di affascinare gli spettatori, sia in volo che quando è posata al suolo.

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Si tratta di un uccello appartenente alla specie degli accipitridi, di grandi dimensioni e con la testa ampiamente sporgente, una coda ampia e lunga.

Nell’adulto il colore è marrone scuro con riflessi rosso-doratosul dorso e sul capo. Per questo motivo gli è stato attribuito l’appellativo di Aquila Reale.

Gli esemplari giovani, o immaturi sono invece facilmente riconoscibili, perchè al contrario degli esemplari adulti presentano delle macchie bianche sulle ali e sulla coda.

Durante le operazioni di volteggio, le ali dell’Aquila Chrysaetos sono rivolte verso l’alto a formare una V molto aperta. Può raggiungere, in volo, i 2 metri di apertura alare.

Questa grandezza, in generale, è valida soprattutto per le femmine. non considerando – appunto- l’apertura alare sono esemplari che viaggiano tra i 74 e gli 87 cm di lunghezza. La coda si aggira tra i 26 e i 33 cm, il peso stimato è di 6-7 Kg.

La femmina, generalmente, è circa il 20% più grande del maschio. una vista eccezionale, più o meno 6 volte superiore a quella dell’uomo, con un raggio visivo di circa 300°.

Una curiosità riguarda invece gli artigli, più solidi e appuntiti al quarto dito con il quale trafigge la preda.  La loro vita varia spesso tra i 15-20 anni, ma ci sono testimonianze di esemplari che hanno campato anche 50 anni.

Sulla dorsale appenninica si stima ne siano presenti circa 100.

Questi bellissimi rapaci, si nutrono generalmente di mammiferi di taglia piccola o media dimensione come possono essere conigli o daini, oppure di uccelli o rettili.

La nidificazione dell’Aquila avviene su pareti impervie, ma allo stesso tempo vicine a delle grandi praterie, dove si può svolgere la caccia.

Nel corso dell’anno, l’Aquila, compie dei voli molto belli . Il classico volo a festoni che si fa, sia per proteggere il proprio territorio che per il corteggiamento.

Differente è invece il volo di caccia che si effettua a bassa quota costeggiando i fianchi delle montagne, in maniera tale da sorprendere le prede. Le prede, spesso, vengono catturate al suolo a differenza degli uccelli che vengono catturati in volo.

In memoria di quanto appena detto, in allegato vi mostriamo un attacco al suolo da parte di un’Aquila ad un camoscio.

Quello che viene mostrato è un attacco un pò particolare con lo scopo del rapace che non era quello di sollevare il camoscio, ma di gettarlo in uno strapiombo e poi beccarlo.

Il classico volo a spirale delle aquile, nelle ore centrali della giornata, è sostenuto dalle correnti ascensionali.  Una volta che maschio e femmina si accoppiano, rimangono fedeli per tutta la vita e ogni anno danno vita ad una decina di nidi, scegliendo, di anno in anno quello più adatto.

Il volo da intendere come rituale di accoppiamento tra gli esemplari avviene generalmente in marzo, la così definita “danza nel cielo” che può durare anche per più giorni. Uno spettacolo inaudito che vede la femmina compiere un volo rovesciato, mentre il maschio sembra piombarle sopra. La danza viene alternata ai lavori di restauro dei nidi, che a loro volta presentano circa due metri di diametro e uno spessore fino a raggiungere il metro.

La nidificazione avviene quasi sempre su roccia e in punti considerati inaccessibili. All’accoppiamento che avviene sempre a terra, segue la deposizione delle uova – a gennaio nelle zone più calde, a maggio in quelle più fredde- solitamente i due eventi si distanziano tra loro con una tempistica che va dai 2-5 giorni.

Dopo questo periodo il maschio è generalmente poco presente, ma solito ripresentarsi dopo 43-45 giorni per portare da mangiare sia alla madre che ai due piccoli. Generalmente dei due aquilotti ne sopravvive sempre uno. Il più vecchio uccide quasi sempre l’altro.

Il primo volo, l’aquilotto, lo spicca dopo 75 giorni circa, mentre raggiunti i 170 diventano indipendenti e vengono portati fuori dai confini del territorio natale dai genitori. Diventano quindi nomadi, fino a quando raggiunta l’età media di 3-6 anni costituiranno un nuovo nucleo familiare perchè capaci di procreare.

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