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Oggi abbiamo il piacere di avere qui su Neve Appennino, Marco Tomasello.

Marco è l’artefice di quella fotografia scattata al ridosso della colata lavica sull’Etna, che ha suscitato la reazione di molte persone sul web sia in positivo che in negativo.

Marco Tomasello è però una guida vulcanologica e un maesto di sci e per questo abbiamo deciso di discutere con lui di differenti aspetti di questa bellissima montagna e vulcano, tutta da scoprire.

Mi potresti spiegare il ruolo della guida vulcanologica?

La guida vulcanologica è una figura professionale nate per accompagnare i turisti sui vulcani italiani. È nata in Sicilia nel 2001 efa parte del collegio delle guide alpine italiane

In Sicilia esistono 40 guide vulcanologiche(20 sono state formate quest’anno)

Il corso dura circa 3 mesi.

Sappiamo che l’Etna Occupa una superficie di 1265 km””( Ho trovato differenti valori su internet, se sai tu l’esatta superficie cambio i valori ) , e un’altezza che sfiora i 3330 metri, è il vulcano più grande d’Europa ed il secondo tra i vulcani più attivi al mondo. A partire dal 1971, sul vulcano è divenuta sempre più frequente l’attività esplosiva, in occasione dell’avvento del cono sub terminale e successivamente sommitale, del Cratere di Sud-Est; i fenomeni che hanno caratterizzato l’attività dell’Etna negli ultimi decenni sono conosciuti come “parossismi” o “episodi parossistici o di fontane di lava. Puoi darci una descrizione di ciò che sta avvenendo, e raccontarci ( a grandi linee) l’evoluzione di tale situazione nel corso dei giorni? ( Un’eruzione del genere si verifica all’improvviso, o si hanno dei segnali nei giorni precedenti ? )

etnus

I dati sono esatti. Negli ultimi 29 anni c’è stata una maggiore frequenza di attività parossistiche. Gli eventi maggiori sono state le eruzione del 2001 e 2002 che hanno distrutto le stazioni sciistiche di ETNA sud e nord. 

Le attività degli ultimi 10 anni sono avvenute principalmente dal cratere di sud-est con fontane di lava e colate che si sono riversate nella maggior parte dei casi nella desertica Valle del Bove.

Il nuovo cono di sud-est è circa un mesetto che fa una debole attività Stromboliana e martedì sera è sfociata in una attività più forte con fontane di lava e una colata di lava molto debole che si è fermata a quota 2800mt.

L’attività si è arrestata giovedì 2 marzo.

 L’Etna è stato spesso considerato come un vulcano “buono”, ovvero capace di non produrre eruzioni di grosse entità. Tuttavia grazie ai progressi scientifici e con appositi studi effettuati negli ultimi anni si è però scoperto che il vulcano in passato è stato produttore di potenti eruzioni pliniane e la formazione di grossi flussi piroclastici che sono ancora oggi visibili in alcune zone nei fianchi dell’Etna. Fino al 1971 si pensava che l’Etna fosse un vulcano prevalentemente effusivo, ovvero caratterizzato dall’emissione di colate laviche che in più casi hanno però minacciato o addirittura distrutto alcuni paesi ai piedi della montagna. Da allora si è però osservato un incremento dei fenomeni esplosivi sul vulcano soprattutto ai crateri sommitali, tant’è che durante l’intervallo tra l’eruzione del 1991-93 e quella del 2001, si sono verificate oltre 150 fasi parossistiche avvenute principalmente al Cratere di Sud-Est. Di che tipo di esplosione si è trattato in questo caso? Abbiamo sentito parlare di esplosioni e boati, e abbiamo potuto osservare anche attraverso i social più di qualche persona preoccupata per questo evento. Cosa ci puoi dire al riguardo?

L’Etna e’ un vulcano buono, nel senso che la maggior parte delle eruzioni non sono pericolose per la popolazione rispetto ad altri vulcani molto esplosivi come alcuni vulcani dell’Indonesia , sud America o il Vesuvio stesso.

L’Etna nella sua storia geologica ho prodotto anche eruzioni  e nubi piroclastiche, questo dimostra che è comunque un vulcano in continua evoluzione. L’ultima esplosione la definirei un eruzione “turistica” con fontane di lava modeste e una colata lavica poco fluida, il tutto accompagnato da una lenta velocità di avanzamento.

Fotografia di Giuseppe Famiani
Fotografia di Giuseppe Famiani

La definirei dunque relativamente sicura per dei turisti accompagnati da guide, se nel rispetto delle ordinanze prefettizie.

Da qui mi aggancio alla foto che ha spopolato nel web. Questo ragazzo che alza le braccia al cielo, tra le fiamme del vulcano, e che ha suscitato diverse reazioni da parte delle persone. C’è chi lo ha definito un gesto irresponsabile, chi invece lo ha definito magnifico. Realmente, Marco, è pericoloso addentrarsi in luoghi del genere? Vuoi specificare e descrivere meglio la situazione ?

Rispetto a questo, come spesso accade, nel web si parla si muovono critiche in senso positivo o negativo senza avere alcuna reale conoscenza della situazione.

Stare davanti a una colata lavica sull’Etna non ha niente di rischioso o eccezionale, per il semplice fatto che  avanza a pochissimi metri l’ora. Noi guide portiamo regolarmente i turisti a pochi metri dalla lava, sempre rispettando le ordinanze .

Fotografia di Giuseppe Famiani
Fotografia di Giuseppe Famiani

Quindi definirei la foto ne come un gesto di un inconsciente, ne un come un gesto eccezionale, ma semplicemente un momento stupendo da immortalare per un appassionato di sci e vulcani

Nella foto, per precisare, che cosa vediamo esattamente ? Dove ci troviamo ?

La foto è stata scattata sul fronte lavico a quota 2800mt nei pressi di monte Frumento.

Come organizzate in genere le vostre uscite? Dove vi possono contattare, quali sono i programmi?

D’inverno organizziamo gite di sci fuoripista (neve permettendo), mentre d’estate organizziamo regolarmente escursioni sull’etna e sullo Stromboli, o delle gite in Mtb. Tutte le info si possono trovare su www.aitnemed.com .

Grazie mille Marco. C’è un appello in particolare o qualcosa che vorresti dire ai lettori ?

Visto che le eruzioni dell’Etna attirano spesso anche gente che non ha tanta esperienza di montagna, vorrei lanciare un appello ai turistiti, che è quello  di affidarsi sempre a dei professionisti e di rispetare sempre la nostra bella montagna.

mia

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