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Lupo nero

Lupo nero in Liguria.
Sul sito ivg.it è comparso, giorni fa, un articolo nel quale si faceva riferimento all’avvistamento di un raro esemplare di lupo nero, con tanto di immagini estratte dal video registrato dalla videotrappola di Andrea Passadore, fotografo naturalista.

Lupo nero
Splendido esemplare di lupo nero. Frame tratto dal video di Andrea Passadore

Sempre sullo stesso articolo si fa riferimento a diversi aspetti della biologia e della conservazione della specie che non trovano d’accordo gli esperti di Canis Lupus Italicus.

La replica è affidata alla loro pagina Facebook:

“La cattiva informazione sul tema lupo continua a dilagare.
Un articolo molto fuorviante su diversi aspetti della biologia e della conservazione della specie.

Due in particolare i temi affrontati con leggerezza e poca conoscenza:

1) Il melanismo nel lupo deriva da una mutazione genetica ereditata dal cane. Dunque il colore nero segnala ibridazione più o meno recente, e non è un segnale di “buona variabilità” genetica come riportato dall’articolo e dagli intervistati.
L’ibridazione anzi rappresenta una seria minaccia alla conservazione della specie selvatica, perché nel medio-lungo termine ne può deviare il percorso evolutivo naturale.

2) Inoltre nell’articolo si riportano fantasiose visioni di chi ha effettuato le riprese da videotrappola. I lupi non si aggregano temporaneamente ad un branco per poi cambiare e aggregarsi ad un altro. I branchi altro non sono che nuclei familiari. Quando i giovani individui (intorno generalmente al secondo anno di età) abbandonano il proprio nucleo familiare, cercano territori liberi e un partner del sesso opposto per formare una nuova coppia, e poi un nuovo nucleo familiare.
Solo raramente (in pochi casi studiati in Nord America) giovani lupi in dispersione si sono aggregati temporaneamente ad un nuovo nucleo familiare, per poi proseguire la ricerca di nuovi territori. E certamente non facevano l’aggregazione “multipla” a diversi branchi, come sembra far intendere l’intervistato.

La biologia della specie non può essere “storpiata”. Il “secondo me” nella scienza e nella biologia va motivato con dati robusti. E sarebbe bene lasciare le interpretazioni a chi si occupa del tema con formazione adeguata”.

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