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Ricorderete che nei mesi scorsi si è parlato più volte dell’SOS Lupo. La Regione Emilia Romagna ha approvato due risoluzioni del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, presentato in commissione Politiche economiche, che chiedono di stralciare dal piano Lupo gli abbattimenti selettivi.

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A tal proposito, in aula, sono intervenuti anche gli esperti del Wolf Appennine Centre che hanno sottolineato come siano necessarie delle risorse economiche adeguate, a favore della salvaguardia degli allevamenti al pascolo.

Oggi in Appennino, il lupo è sempre più numeroso, ma allo stesso tempo monitorato per verificare i danni da predazione.

Il Forlivese è l’area che presenta più esemplari. Dal 2014 la Regione ha coadiuvato l’assistenza tecnica in azienda allo stanziamento dei fondi per la prevenzione, mettendo dunque in sicurezza quasi la metà delle aziende zootecniche ammesse al finanziamento.

I risultati sono stati buoni, hanno visto azzerati gli attacchi dei lupi.

Il lupo è sempre più presente sulle nostre montagne e spesso è solito avvicinarsi anche in pianura o nei paesi, ma la “soluzione dell’abbattimento selettivo” risulta inefficace .

Secondo gli esperti, l’abbattimento selettivo risulterebbe dunque dannoso e inutile sia per la specie che per le aree dove essi vivono. La soluzione è il monitoraggio ed un’accurata prevenzione per “monitorare” le attività zootecniche.

Per tutelare queste aree si intendono necessari recinti, introduzioni di esemplari di cani pastore nelle greggi e nei pascoli.

Sottolineano inoltre gli esperti, come sia necessario ripensare alla nostra convivenza con il lupo, modificando comportamenti e condotte che rischiano solamente di andare ad aggravare il problema.

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