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Succede anche questo nel nostro territorio, succede soprattutto se un animale di più piccola taglia infastidisce ripetutamente un altro di ben altra caratura. Siamo in angolo nascosto del Lazio e questa foto (di Gianluca Damiani) è piuttosto eloquente nel rappresentare quanto abbiamo specificato nelle righe soprastanti. Questa impavida cornacchia ha più volte tentato di disturbare l’Aquila avvicinandosi almeno un paio di volte al proprio nido; il rapace, inizialmente sulle sue, ha infine reagito scangliandosi contro il corvide e mostrando lui i suoi lunghi e affilati artigli. Inevitabile, a quel punto, la fuga della cornacchia.

Riportiamo le parole dell’autore dello scatto dalla propria pagina Facebook:

Una scena frequente nella vita di questi due “vicini di casa”.
Molti animali condividono piccole nicchie ecologiche senza disturbarsi, o convivono in stessi habitat senza interagire, quando però si parla di predatori tutto cambia..
Temuta da quasi tutti gli altri uccelli, l’aquila reale (Aquila chryaetos) è spesso “vittima” di mobbing.
Il mobbing (in particolare tra uccelli) è un particolare tipo di aggressione che gli animali più deboli adottano come difesa verso i predatori, seguendo la legge del “chi attacca per primo, attacca due volte”
In questo caso, un’impavida cornacchia nonostante le dimensioni, ha ripetutamente infastidito questo maschio di aquila reale che si era troppo avvicinato al nido, che all’ennesimo attacco aereo ha deciso di mostrare appena i lunghi artigli affilati, ottenendo la fuga immediata del fastidioso “moscerino”.
Tutto questo in un angolo nascosto e segreto del wild Lazio”

Siamo più che convinti che questa cornacchia difficilmente si avvicinerà più a questo grosso maschio di Aquila.

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