La zecca dei boschi, prevenzione e cosa fare se venite punti

La zecca dei boschi come tutti questi animaletti appartengono all’ordine degli Ixodidi. Con l’arrivo della bella stagione migliaia di persone si recano nei boschi, per questo motivo oggi spiegheremo perchè è fondamentale avere un abbigliamento lungo anche con temperature elevate.

LA ZECCA DEI BOSCHI, QUALI SONO I RISCHI E COME PREVENIRLI

Sono tante le segnalazioni che ogni anni i nostri lettori ci fanno inerenti alla presenza delle zecche all’interno dei boschi del nostro Appennino e non solo. C’è da specificare che la presenza di questi animali è diffusa in tutto il territorio europeo e di zecche ce nè sono di diversi tipi.

Solitamente ed in modo errato spesso riconduciamo le presenza di questi animali alla presenza del bestiame, ma non è così perchè venire a contatto con le zecche è più semplice di quel che si crede.

L’Istituto superiore della Sanità ci spiega che in Italia esistono ben 36 specie di zecche raggruppate in 7 generi.

Le zecche considerate dure si raggruppano in cinque generi:

Ixodes, Rhipicephalus, Hyalomma, Haemaphysalis, Dermacentor 

Le zecche molli invece sono quelle sprovviste di scudo dorsale e sono: Argas e Ornithodoros

La zecca più diffusa in Italia è quella del piccione, ma quelle più rilevanti dal punto di vista sanitario in Italia sono quelle dei boschi e dei cani. Rispettivamente il loro nome è: Ixodes ricinus (boschi) e Rhipicephalus sanguineus (la zecca del cane)

HABITAT DI QUESTI ANIMALI E COSA C’E’ DA SAPERE

Questi animali solitamente prediligono le aree che presentano una ricca vegetazione erbosa ed arbustiva. La zecca presente nel bosco prolifera grazie alla presenza del fresco e dell’umidità. La loro attività si verifica prevalentemente nel periodo estivo, quando aumentano le temperature e persiste fino al periodo autunnale o tardo autunnale.

In molti hanno la convinzione che le zecche si muovono saltando, ma questa credenza è errata perchè questi animali non volano e non saltano ma si portano sulle estremità delle piante erbacee e attendono il passaggio di animali o esseri umani per aggrapparsi. Proprio grazie all’anidride carbonica emessa e al calore del corpo, questi parassiti percepiscono il possibile ospite tanto che ci si conficcano dentro con il rostro e cominciano a succhiarne il sangue.

La puntura della zecca dei boschi è generalmente senza dolore, perchè iniettano nel corpo della preda una quantità di saliva tale che contiene dei principi anestetici. Una volta attaccate al corpo solitamente ci rimangono per circa 2-7 giorni, prima di staccarsi spontaneamente.

QUALI MALATTIE TRAMETTONO ? QUASI MAI PERICOLOSE PER LA VITA

Sono in grado di trasmettere all’uomo degli agenti patogeni capaci di causare alcune patologie. In particolare quella dei boschi, può portare:

l’encefalite da zecca o Tbe (trasmessa principalmente dalla zecca dei boschi)

la malattia di Lyme (trasmessa principalmente dalla zecca dei boschi)

Alcune di queste malattie possono essere riscontrare solamente con un piano clinico, ma non entreremo in questa occasione nel dettaglio.

Quali sono i mezzi per prevenire una puntura di una zecca?

Come prime cosa è sempre necessario addentrarsi nei boschi con un vestiario lungo, un cappello, e delle calze che sono capaci di coprire le aree sottostanti al pantalone.

Solitamente le zecche prediligono il collo, le aree dietro al ginocchio, i fianchi e la tesata. E’ necessario inoltre tentare di ridurre il contatto con radure molto alte all’interno di sentieri o nelle aree boschive.

Una volta terminata l’escursione è piuttosto fondamentale, al momento in cui si tolgono i vestiti, sbatterli al di fuori della propria abitazione prima di riporli dentro casa e poi lavarli.

COSA NON FARE SE SI VIENE PUNTI DA UNA ZECCA

L’Istituto Superiore della Sanità ci dice che se si viene punti da una zecca è assolutamente necessario non utilizzare mai per tentare di toglierla: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto e un ulteriore affondamento del parassita nella pelle dell’ospite. 

COSA BISOGNA FARE?

La zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Attualmente si possono trovare in commercio degli specifici estrattori che permettono di rimuovere la zecca con un movimento rotatorio

Durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni.

Dopo la rimozione della zecca, disinfettare la zona, evitando l’utilizzo di disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio

Evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate.

Spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile o con pinzette a punte sottili adeguatamente sterilizzate.

è consigliabile conservare la zecca in una boccetta con alcol al 70% per una successiva identificazione morfologica ed eventuale isolamento di patogeni, in caso di comparsa di sintomi per poter ricevere cure mirate e medicine specifiche. In caso di malattia, informare quanto prima il medico della data e della località in cui si è venuti a contatto con la zecca.

Dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica.

infine è necessario rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

La zecca dei boschi è più frequente di quanto si possa immaginare.

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