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La vipera dell'Etna ha trovato habitat ideale sul vulcano

Vipera dell’Etna, il serpente del vulcano

La Vipera dell’Etna, nome scientifico vipera aspis Hugyi Sching, è la vipera che ha trovato il proprio ambiente ideale sull’Etna.

La vipera dell'Etna ha trovato habitat ideale sul vulcano

Si tratta dell’unico serpente velenoso che incontrerete sul vulcano, dunque attenzione a saperlo distinguere bene dagli altri.

La vipera dell’Etna è lunga intorno ai 70 cm, ha una testa grossa, a cuore, ben distinta dal resto del corpo e con il musetto rivolto all’insù.

Di colorazione scura, si riconosce per via delle macchie sparse su tutto il corpo (tre, massimo cinque, in particolare concentrate sulla coda)  e per la V al rovescio che le segna il retro del capo e parte del dorso.

Il veleno della vipera dell’Etna è molto potente e si elimina solo con gli appositi antidoti. Per proteggersi da essa, soprattutto nei mesi più caldi, indossare sempre scarponi, calze spesse e pantaloni lunghi. Usare un bastone per fare rumore mentre si cammina.

La lunghezza massima accertata, è di 94 cm. (mediamente sui 60-65 cm.), Il rapporto medio coda-corpo risulta pari a 1/7 della lunghezza totale.

I dati medi sulla folidosi, cioè la conta delle squame, va da un minimo di 132 squame ventrali per un giovane ad un massimo di 148 per un esemplare adulto.

La testa, piuttosto triangolare è comunque meno tozza di altre sottospecie di Aspide, si allarga nella zona posteriore. L’apice del muso anteriormente è sempre ben ricurvo verso l’alto.

Il colore di fondo osservato più comunemente è quello bruno-fulvo chiaro, meno frequente è quello grigio-cenere. Non si registrano casi di melanoticismo e/o xantocroismo nel territorio considerato.

L’ornamentazione è sempre vistosa tanto nei giovani (che comunque assomigliano molto agli adulti a parte la mancanza delle macchie scure cervicali) che negli adulti.

La banda dorsale della vipera dell’Etna è formata da una serie di ocelli continua ma non perfettamente simmetrica per circa 2/3 della lunghezza del corpo.

La restante parte può essere ornata o da ocelli distinti tra loro o da un disegno a zig-zag continuo. Le squame interne della banda sono color nocciola-scuro o bruno scuro, i contorni della stessa sono neri.

Questo contorno è più marcato nei maschi e meno nelle femmine e nei giovani. Grosse macchie nere sono presenti ai lati del corpo. Parti ventrali grigio-rosate fittamente punteggiate o macchiate di bruno-scuro o di nero: talvolta sono completamente nere.

Il veleno viene prodotto da speciali ghiandole velenifere poste in fondo al palato e inoculato attraverso denti del veleno cavi al loro interno. Possono raggiungere anche i vent’anni di vita.

Alimentazione della vipera dell’Etna

La vipera dell’Etna si ciba di topi, lucertole e piccoli uccelli. Si tratta di un animale territoriale. Goffa, lenta nei movimenti ma in grado di reagire fulmineamente se calpestata o molestata.

Il suo veleno è molto attivo nei confronti dei piccoli animali, dal momento che contiene sia neurotossine che emotossine, tuttavia raramente si configura mortale per l’uomo, pur richiedendo soccorso immediato e provocando effetti anche seri.

A rischio sono prevalentemente i soggetti esposti alle reazioni allergiche, quelli emotivi, gli anziani ed i malati affetti da patologie croniche, nonché i bambini.

Foto di Matteo Di Nicola

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