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La Transiberiana d’Italia è un’antica linea ferroviaria estremamente antica inaugurata nel 1897 e successivamente abbandonata dal 2011. Tutt’ora, nonostante le tantissime difficoltà incontrate negli anni passati, la Transiberiana d’Italia viene considerata un vero e proprio capolavoro di ingegneria ferroviaria, perchè collega alcune località appenniniche e permette di godere di un panorama mozzafiato tra i rilievi dell’Abruzzo e del Molise. Pensate, la stazione di Pescocostanzo si trova ad un’altezza di 1268 metri e risulta la seconda più alta di tutta l’Italia, dopo quella del Brennero. Come detto dal 2011 venne completamente abbandonata a causa di un traffico poco rilevante di merci e persone, con tanto di progressivo spopolamento dell’Abruzzo interno.

Transiberiana 3

La Transiberiana d’Italia è una linea che parte dalla località di Sulmona fino a raggiungere la stazione di Pescocostanzo-Rivisondoli, per scendere poi a Castel Di Sangro e risalire fino a San Pietro Avellana. Da qui si scende poi di nuovo verso la stazione di Isernia e completa un giro paesaggistico davvero mozzafiato. Ma poi la svolta: a partire dal 2012 infatti la Fondazione FS Italiane, in collaborazione con l’associazione Le Rotaie, hanno deciso di ridar vita alla Transiberiana, portando turismo lento e esperenziale, soprattutto legato in primis alla valorizzazione del territorio e dei piccoli borghi che popolano questo straordinario scorcio appenninico.

Transiberiana 4

Questa è stata davvero una scommessa vinta! A bordo di un convoglio storico con carrozze “centoporte” e “terrazzini” realizzate tra il 1920 e 1930, trainate dal locomotore diesel D445.1145  per l’occasione colorato con la classica livrea FS verde e marrone, si può rivivere tutta l’atmosfera di quasi 100 anni fa, di quando i viaggiatori seduti su quelle stesse panche di legno avevano mete diverse da quelle che oggi vengono proposte. Durante il viaggio sono presenti alcune guide di bordo dello staff che descrivono la storia della ferrovia e quella che è la geografia del territorio attraversato e musica popolare itinerante tra le carrozze per tutta la giornata. A terra, invece, oltre alla musica che fa sempre da cornice, ai può godere di gustosissimi stands gastronomici per assaporare la tradizione culinaria locale, con tanto di visite guidate alla scoperta di musei, borghi antichi e tradizioni tramandate di generazione in generazione.

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La tratta Sulmona-Isernia, inserita tra l’altro anche nella guida Touring Club d’Italia del 1910 per la sua incredibile valenza turistica ed ingegneristica, fu inaugurata come detto il 18 settembre 1897. Si distingue in particolare per le sue caratteristiche tecniche che la fanno considerare un vero e proprio capolavoro di ingegneria ferroviaria con una pendenza massima del 28 per mille.

Il percorso, da Sulmona a Isernia, raggiunge una lunghezza di 128,73 km di cui 25 in 58 gallerie, la più lunga misura 3.109 metri e attraversa il Monte Pagano al confine tra Molise e Abruzzo. Troviamo, ancora, 103 opere d’arte principali tra ponti e viadotti, 374 opere d’arte minori tra acquedotti, ponticelli, paravalanghe, e cavalcavia e 21 stazioni comprese quelle estreme di Isernia e Sulmona. Per i lavori di costruzione furono utilizzati ben 4 locomotori numerati da 001 a 004 e battezzati, come era uso, con i nomi Solmona, Maiella, Palena e Isernia. Il tempo di percorrenza iniziale da Sulmona a Isernia era di oltre cinque ore, ma a partire dal 1974, con l’introduzione delle automotrici diesel, scese addirittura 2 ore e 29 minuti. Venne distrutta dai tedeschi fra il 1943 e il 1944, ma fu ricostruita e riattivata il 9 novembre 1960. Negli anni ottanta la ferrovia cade vittima della politica allora dei “rami secchi”.  Tra il 1994 e il 1995 vengono chiuse le biglietterie e varie stazioni vennero per questo declassate a semplici fermate. A fine 2010 chiude il tratto da Isernia a Castel di Sangro e un anno dopo, dicembre 2011, chiude anche il tratto abruzzese Castel di Sangro-Sulmona.

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