News

La storia di Domenico Di Falco, 70 anni di Fara San Martino, in provincia di Chieti, ha davvero dell’incredibile. Domenico infatti vive all’interno di una grotta situata ad un’altezza di 1800 metri insieme alle sue capre e ai suoi due pastori maremmani ed è l’ultimo pastore rimasto sul massiccio della Majella. Pensate, scende a valle solo una volta alla settimana per trasportare con i suoi somari tutto il formaggio prodotto, per poi risalire dopo alcune ore per evitare che i lupi attacchino il suo gregge. Domenico, per larga parte, ha vissuto nei suoi 70 anni alle alte quote di montagna in mezzo alla natura, al gelo e alla neve, in compagnia solo ed esclusivamente delle sue pecore.

Majella

La tradizione di pastore gli è stata tramandata da suo padre Enrico, che lui stesso fin dalla sua giovane età aiutava con il bestiame, ma anche da suo nonno Domenico, anch’esso un abile pastore. “Mi è capitato una sola volta di andare al mare tanti anni fa – ha raccontato Domenicoma andai via subito perché non mi piaceva“. Il suo “rifugio” è situato in località Piana delle Case, sul Monte Amaro, e per raggiungerlo è necessario incamminarsi da Fara San Martino o a piedi o al massimo grazie all’ausilio di un mulo. In queste zone, tuttavia, il paesaggio è davvero mozzafiato; valli, montagne, sentieri, torrenti senza dimenticare anche la presenza delle meravigliose “quattro fonti”. Domenico, come accennato anche in apertura, vive all’interno di una grotta chiusa da alcune pietre bloccate da un pò di cemento, senza acqua corrente, energia elettrica e altre forme di comodità comuni a tutte le abitazioni, ma con solo una brandina, una piccola lampada a gas, un sacco a pelo e l’acqua da prendere nelle tantissime fonti presenti.

Domenico Majella

A valle è conosciuto soprattutto per il buon formaggio che producono le sue pecore, ma anche per il suo singolare stile di vita lontano dal caos cittadino. Una curiosità che lo stesso Domenico racconta: “Non ho mai visto gli orsi, anche se qualche anno fa mi hanno ucciso un asino“. Poi alcune puntualizzazioni: “Bisogna star sempre attenti ai lupi, che si appostano dietro cespugli o alberi per attaccare il bestiame. Bisogna sempre tenere gli occhi aperti, per questo quando scendo a valle resto solo poche ore e poi torno su, in quota“. Che storia quella di Domenico!

Related Posts