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Troppe regole a sfavore dello scialpinismo

L’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha emanato un nuovo regolamento che penalizzerebbe lo scialpinismo

 

Scialpinismo in ‘gabbia’.
L’Associazione Tutela Escursionisti e Scialpinisti, nata per “tutelare i veri amanti della natura da eventuali regolamenti ingiustificati degli Enti Parco”, si scaglia contro le severe regole dei Parchi attraverso il canale Facebook e che riportiamo integralmente:

“Recita l’art. 733 bis del codice penale:
Chiunque, fuori dai casi consentiti, distrugge un habitat all´interno di un sito protetto o comunque lo deteriora compromettendone lo stato di conservazione, è punito con l’arresto fino a diciotto mesi e con l’ammenda non inferiore a 3.000 euro.
Il 733 bis c.p. è stato applicato dall’Ente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) a un giovanotto che aveva pernottato un paio d’anni fa in tenda vicino al Rifugio Di Iorio. Lui veniva da Belluno e aveva visto sulle carte del Parco che lì c’era un rifugio. Non sapeva che è riservato alle guardie. Arrivato lì lo ha trovato chiuso e ha pernottato in una tendina d’emergenza. Avvistato con il drone (se il drone lo usano le Guardie NON è fastidioso per gli animali selvatici), gli e’ arrivata la denuncia, poi dallo stesso Ente Parco tolta e trasformata in sanzione.
È stato applicato il 733 bis c.p. anche per dei cercatori di tartufi, dei paesani.
È una fattispecie veramente vaga, può essere applicata con molta discrezionalità”.

“Nell’agosto 2020 l’Ente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) ha emanato un nuovo regolamento (disciplinare) che penalizza gravemente l’escursionismo di vetta, lo scialpinismo, lo sciescursionismo, le mountain bike, i trekking a cavallo e le escursioni con il proprio cane di compagnia.
In base a questo regolamento è vietato andare fuori dai sentieri segnati dall’Ente Parco.
Questo divieto può avere un senso per alcune aree ma, generalizzato, di fatto ha vietato lo scialpinismo e lo sciescursionismo in gran parte del territorio del Parco. Perché la gran parte degli itinerari di scialpinismo, anche e soprattutto quelli descritti nelle principali guide e libri che si comprano in libreria, è fuori dai sentieri segnati dall’Ente Parco.
L’Ente Parco per giustificare il divieto ha detto che gli scialpinisti potrebbero dare fastidio a un orso in tana in letargo. Questa è una banalità, è ovvio che chiunque passasse accanto a una tana può dare fastidio a un orso in letargo. Però sui prati dove in genere si effettuano le gite di scialpinismo non ci sono tane.
Nella foto si vedono i prati che portano a Monte Turchio, è una gita di facile scialpinismo diventata ormai una classica, molto frequentata dai Marsicani e dai Romani, anche dai Pescasserolesi. Ora è vietata.
Un divieto assurdo, sono prati, è impossibile che ci sia una tana di orso”.

Troppe regole a sfavore dello scialpinismo

“Il Parco ha autorizzato e pubblicizza estate e inverno un nuovo ristorantino alberghetto sorto dove c’è il segnaposto rosso. Rimane proprio al margine della preziosa santissima riserva integrale di selva moricento e vicinissimo al vallone lampazzo (ci si passa accanto), il santuario degli orsi nella stagione del ramno.
Il ristorantino alberghetto comporta una massiccia frequentazione umana diurna e notturna, odori di cucina, luci, voci, il viavai delle auto dei gestori, una grande quantità di escrementi umani e di cani. È una vera e propria scuola di abituazione degli orsi agli umani, l’anticamera della confidenza, la peggiore minaccia alla sopravvivenza della specie, come dimostra il caso Carrito, imprigionato perché confidente. Durante l’estate i prati una volta solitari ed integri che si vedono alla base di Monte Turchio nella foto diventano un grande “ecoparcheggio” con decine e centinaia di macchine. Avevano addirittura organizzato accanto al ristorantino alberghetto, un paio d’anni fa, un concerto notturno con i trombettieri, centinaia di persone e di macchine, con l’approvazione dell’Ente Parco. Era un bell’incasso in bibite, panini, cene, pernotti. Poi all’ultimo e’ stato sospeso per le proteste degli ambientalisti.
Tutto questo non da’ fastidio agli orsi, però se qualche scialpinista fa un’escursione sui prati di Monte Turchio, che sono accanto alla strada statale marsicana e dove è assolutamente impossibile ci sia una tana di orso (sui prati), quello è un grande fastidio per gli orsi e va vietato severamente”.

Scialpinismo e Parchi: due pesi e due misure

 

Scialpinismo ‘selvaggio’?
“E’ possibile a questo punto che ad un gruppo di scialpinisti che stanno facendo un’escursione nel territorio del Parco possa essere contestato l’articolo 733 bis del codice penale, proprio perché sono in gruppo, il che costituisce un’aggravante, e magari perché hanno con loro un canetto di compagnia, come si vede in tante foto e filmati di scialpinisti sulle pagine Facebook. Il 733 bis è estremamente vago, lascia enorme discrezionalità.
Negli ultimi anni  c’è stata una forte dispersione degli orsi, ormai si sono allontanati in gran numero dal territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e si rinvengono tracce nella Maiella, al Genzana, al Velino Sirente, al Gran Sasso, sui Sibillini, addirittura vicino Montereale.
Gli orsi ormai sono fuoriusciti dal Parco e sono ovunque in Appennino. Non sembrerebbe che siano cresciuti di numero, si sono dispersi. A questo punto logica vorrebbe che venisse vietato lo scialpinismo in tutto l’Appennino, qualora lo Stato italiano ritenesse valido l’approccio dell’Ente Parco.
E siccome ormai ci sono orsi in tutte le Alpi orientali andrebbe vietato lo scialpinismo anche nelle Alpi orientali”.

“Quindi abbiamo uno Stato italiano che da una parte come Ente Parco limita, vieta, potenzialmente criminalizza lo scialpinismo in Italia, e dall’altra parte abbiamo uno Stato italiano che considera il Cai, Club Alpino Italiano, come un ente morale, una palestra di virtù, e il Cai concentra la sua attività proprio nelle scuole di alpinismo e scialpinismo.
Queste sono le contraddizioni dell’Ente Parco, dello Stato italiano. Questa è l’Italia”.

Fonte: Associazione Tutela Escursionisti e Scialpinisti

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